Paola Stringa, giornalista, collabora da anni con le testate de II Sole 24 Ore per le quali si è occupata di impresa, di lavoro, di marketing della cultura e del turismo. È consulente per la comunicazione presso un'istituzione pubblica e collabora a progetti di ricerca e a seminari dell'Università degli Studi di Pavia. Tra le sue opere: Che cos’è un ufficio stampa (Carocci); Donne, talento e tecnologia. Un percorso alla scoperta delle amministrazioni che funzionano attraverso l'esperienza di donne di successo e buone prassi (Il Sole 24 Ore); Lo Spindoctoring, strategie di comunicazione politica (Carocci).
Spinning Politics l’ha intervistata per voi in merito alla figura dello Spindoctor, buona lettura!
COSA L’HA SPINTA A PARLARE DI UNA FIGURA CENTRALE QUELLA DELLO SPINDOCTOR MA COSI POCO NOTA PRESSA L’OPINIONE PUBBLICA COME?
Mi ha spinto proprio il fatto di rendere note una figura e una professione che non sono molto conosciute presso l’opinione pubblica e la cui codifica, specialmente in Italia, non è effettiva. Prima della legge 150 del 2000 addirittura non aveva una vera codifica nemmeno la figura dell’addetto stampa, né quella del portavoce. E’ solo a partire da quella legge che si cominciano ad affermare tante forme nuove di comunicazione e di consulenza legate alla politica con mansioni e ruoli sempre più specifici.
PERCHE’ E’ NECESSARIO SCRIVERE UN LIBRO PER DEFINIRE L’ATTIVITA’ DI SPINDOCTORING RISPETTO ALLE ALTRE ATTIVITA’ SVOLTE NEL FITTO BOSCO DELLE PROFESSIONI PRESENTI NEGLI STAFF DEI POLITICI?
E’ necessario perché le professionalità presenti negli staff dei politici nel nostro Paese spesso non sono conosciute, o peggio vengono poste sotto la pericolosa lente dell’antipolitica, mentre il ruolo svolto dai comunicatori è fondamentale per mantenere un legame tra i luoghi dove si esercita il potere e i cittadini. Si tratta di un prezioso ruolo di mediazione, cui partecipano, in maniera diversa, i giornalisti, i gruppi di interesse, i partiti politici, le associazioni, ecc…
CI SONO ANCORA POLITICI, SECONDO LEI, POCO DISPOSTI A GOVERNARE LA PROPRIA DIMENSIONE PUBBLICA ATTRAVERSO AZIONI MIRATE? SE SI, QUALI SONO I MOTIVI?
In Italia ci sono ancora politici che non accettano di delegare la gestione della propria immagine a dei professionisti, perché in qualche modo sembra loro di perdere il contatto con la pancia dell’elettorato. Si tratta spesso di politici old style oppure di politici che tendono ad essere il medium di se stessi. Teniamo conto che la gestione dell’immagine in politica è un fatto piuttosto recente, cominciata con Berlusconi e con la mediatizzazione della scena pubblica.
LA GESTIONE DEL CONSENSO: ADEGUARSI ALL’ELETTORATO O RENDERE L’OPINIONE PUBBLICA PIU’ DISPOSTA AD ACCOGLIERE LE POLITICHE PROGRAMMATICHE?
Questo non è solo un problema di comunicazione, è un problema di sostanza politica. Adeguarsi all’elettorato presuppone una visione della politica per la quale i leader non sono altro che lo specchio, la copia del Paese che governano, pertanto la leadership più forte, in questo senso, si riduce ad essere quella che meglio sa assecondare i bisogni dell’elettorato oltre che a comunicarne le risposte. In una visione della politica che considera invece necessario che le elites guidino e educhino la massa, la gestione del consenso è cosa diversa. In questo caso la comunicazione, spingendo su determinate issues, deve rendere l’elettorato disposto all’accoglimento delle politiche programmatiche.
QUANTO SI TRADUCONO IN AZIONI LE RIFLESSIONI ESPRESSE NEL SUO LIBRO? E QUANTO LA VOLONTA’ A FARE MEGLIO DEL CANDIDATO SI SCONTRA CON I PREGIUDIZI VERSO LA PROFESSIONE?
In Italia si traducono ancora parzialmente. Non c’è la cultura dei Paesi anglosassoni rispetto allo spin doctoring e alla professionalizzazione di alcune figure legate alla politica.
UN BUON COLLABORATORE COME PUO’ DIMOSTRARE AL PROPRIO ASSISTITO CHE LA STRATEGIA NON E’ UN ACCESSORIO?
Attraverso dei feed back continui, rintracciabili sui mass media (non solo stampa ma anche blog, social network, forum, ecc..), nei sondaggi, nei momenti di incontro pubblici come convegni, manifestazioni di piazza, lezioni, trasmissioni televisive, talk show, ecc….









