Domenica 10 Ottobre 2010 18:31

La Spagna, Zapatero e lo sciopero generale, oggi anche su Youtube. In evidenza

Autore:  Pierpaolo Palazzo

Partiamo dalla fine: la crisi economica iniziata a metà mandato della seconda legislatura Zapatero è un evento che ha seriamente compromesso la stabilità economica della penisola iberica, ma soprattutto ha rosicchiato, se non divorato, i risparmi e le aspettative di semplici cittadini e di grandi imprese. Un meccanismo a catena che parte dall’operaio che non lavora e non consuma e arriva fino all’impresa che non produce, non vende e non guadagna, e, di conseguenza, non paga le tasse sui profitti, sta conducendo la Spagna verso uno sciopero generale carico di significati e aspettative. Naturalmente ZP, come qui, amici e nemici, chiamano il primo ministro spagnolo, ha buttato benzina sul fuoco con provvedimenti cha vanno dalla riforma del lavoro, al taglio dei salari dei funzionari dello stato, alla riduzione della spesa per le opere pubbliche e, in futuro, l’innalzamento dell’età della pensione.

Il governo socialista è accusato di aver fatto di tutto per rientrare nelle direttive economiche imposte da Bruxelles e di aver dimenticato i propri elettori di riferimento, i lavoratori, dando priorità alle richieste delle banche, delle grandi e medie imprese.

Questo è l’ottavo sciopero generale dell’era democratica spagnola, l’ultimo risale al 2002, durante il governo Aznar. Questo 29 settembre, i sindacati, appoggiati da un’alta percentuale di occupati e da un grandissimo numero di disoccupati, hanno provato a far cambiare idea al governo, sperando che le leggi già approvate vengano modificate e che le antipatiche riforme previste per il futuro vengano ripensate.

Non senza fantasia, i due sindacati maggiori, CC OO e UGT, per chiamare alla mobilitazione, si sono affidati, oltre ai metodi tradizionali della comunicazione politica, anche a Youtube.

Con la solita ironia scanzonata, tipica di questa parte del mediterraneo, la sigla sindacale UGT ha cercato di dare un contributo alla diminuzione della disoccupazione creando una casa di produzione e, con attori veri e maestranze del settore, ha realizzato una miniserie di 10 episodi per spiegare, con comicità e umorismo, le ragioni di un grande e partecipato fermo di tutte le attività del paese. Nelle intenzioni, spiegateci nei video, questa sarà una manifestazione contro il governo, ma anche, contro quegli imprenditori che questa crisi, a loro avviso, l’hanno provocata. Secondo alcuni commentatori dei filmati caricati su Youtube, saremmo di fronte ad una versione 2.0 del classico colpo alla botte e al cerchio, e forse,  a causa di questa ambiguità bipolare, il paese non si fermerà nel modo in cui sperano gli organizzatori.

Intanto, il primo episodio di questa serie dal titolo ”Le bugie sulla crisi” ha conseguito, in pochi giorni, ben oltre centomila visualizzazioni e tantissimi articoli sulla stampa, la qual cosa, da sola, rende questo messaggio un successo da non sottovalutare.

Pierpaolo Palazzo

Link in spagnolo (castigliano):

Primo episodio:

http://www.youtube.com/watch?v=vIv3tAoQSTs&feature=related

Un riassunto delle sei menzogne sulla crisi secondo l'UGT:

http://www.abc.es/20100917/economia/mentiras-crisis-201009171102.html

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