Lunedì 17 Gennaio 2011 18:57

Vincenzo Lipardi ci racconta le primarie di Libero Mancuso

Autore:  Spinning Interview

Dopo le interviste a Paolo Guarino per la campagna di Umberto Ranieri e a Lucio Iaccarino per Nicola Oddati, Spinning Politics oggi intervista per voi Vincenzo Lipardi, che sin dalla candidatura di Libero Mancuso ne ha curato la comunicazione e l'immagine per le primarie a sindaco di Napoli. Vincenzo Lipardi, da anni nel settore della comunicazione politica e istituzionale, vanta diverse esperienze e collaborazioni con le istituzioni, dal Comune di Napoli a Città della Scienza.

Spinning Politics gli ha posto qualche domanda.

Innanzitutto complimenti al partito per la vittoria delle primarie di Milano e, visti i risultati, è facile intuire che come Sinistra, Ecologia e Libertà lo strumento delle primarie per scegliere i candidati sia da voi ben valutato?

Le primarie sono uno strumento fondamentale di mobilitazione e discussione della società italiana. Soprattutto a livello locale hanno la funzione di rompere il recinto dei partiti (ormai un po’ asfittico) e imporre aggregazioni sulla base delle idee programmatica. Insomma sale per la democrazia

Sel ha scelto Libero Mancuso, un candidato che viene dalla società civile per battere candidati come Cozzolino, Oddati e Ranieri. Quali sono stati i motivi che hanno portato alla sua candidatura?

Nel caso di Libero Mancuso SEL ha aderito ad un appello della società civile napoletana, che aveva chiesto al magistrato di guidare “la riscossa civile” della città.
La scelta si è basata sulla biografia di Mancuso, la sua carica emotiva, il suo messaggio politico e soprattutto sulla sua capacità di intercettare pezzi di società

La candidatura di Libero Mancuso andava costruita interamente in quanto conosciuto come magistrato e poi come assessore, ma poco come politico. Come avete costruito sotto il profilo comunicazionale la sua leadership e il suo messaggio politico?

Mancuso ha una biografia abbastanza unica come servitore dello Stato, e grazie all’esperienza maturata a Bologna come Assessore, anche come amministratore. Il suo messaggio si è basato sulla biografia, declinando alcune sue caratteristiche, onestà, competenza, intransigenza morale, capacità di ascolto, visione.

E’ inevitabile che la candidatura di Libero Mancuso viva del riflesso positivo, in termini di sondaggi, che Vendola gode nell’ultimo periodo. Sotto il profilo strategico avete intenzione di sfruttare il clima di opinione che aleggia intorno alla figura del governatore pugliese? Inoltre, in questa campagna per le primarie napoletane che ruolo hanno le Fabbriche di Nichi?

La presenza di Vendola è stata importante per rilanciare la candidatura Mancuso, ma la nostra strategia si è basata essenzialmente su un lavoro di rammagliatura sociale, puntando a ricostruire un rapporto tra pezzi di società metterli in comunicazione, puntando a costruire un lavoro di progettazione collettiva del programma. Il web è stato il luogo di confronto programmatico. Gli incontri con i cittadini sono stati lo strumento per conoscersi e parlarsi.

Navigando sul sito ufficiale mi è capitato di soffermarmi sui punti del programma di Mancuso e non ho potuto fare a meno di notare proposte come piano anticrimine, mobilità, emergenza rifiuti che compaiono, con ovvie differenze, anche nei programmi di altri candidati. Quindi, al di là degli aspetti tecnici, in questo caso conta chi comunica meglio il suo programma. Quale strategia di comunicazione avete sul tavolo per poter far emergere le peculiarità delle vostre proposte?

Mancuso ha scelto di avviare una fase di ascolto, chiarendo che il programma verrà presentato dopo le primarie, nell’incontro già programmato per il 15 febbraio. Nelle primarie non conta solo la proposta, ma anche la credibilità del candidato e la sua capacità di costruire comunità, schieramento.

L’ultima domanda è senza preamboli: perché i cittadini napoletani dovrebbero votare Libero Mancuso?

Mancuso rappresenta la forza del cambiamento, di chi non avendo chiesto nulla alla politica si mette a disposizione della comunità cittadina.

Intervista a cura di Tommaso Ederoclite

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