Venerdì 21 Gennaio 2011 18:00

PRIMARIE NAPOLI: Intervista a Umberto Ranieri In evidenza

Autore:  Spinning Interview

Con il 34,6% dei voti, Umberto Ranieri è secondo alle primarie del centro sinistra che si sono svolte ieri, 23 gennaio 2010 in una Napoli fredda e piovosa. Nonostante Ranieri non abbia vinto questa sfida, nell'intervista che Spinning Politics pubblica oggi, ritroverete dei messaggi importanti che sono stati alla base delle campagne di tutti i candidati di queste primarie.

Napoli è una città difficile, eppure, in uno degli slogan più forti della sua campagna per le primarie ha lanciato un messaggio coraggioso: “Non c'è problema che non si possa risolvere”. Quali sono dunque i problemi principali sui quali intervenire e quali le strategie per innescare in questa città un vero cambiamento?

La città deve ritrovare fiducia in se stessa. Il nostro nemico numero uno è la rassegnazione, la sfiducia, il disimpegno. Occorre suscitare una riscossa civica dei napoletani. Il mio primo obiettivo è quello di ridurre la “fatica” di vivere a Napoli.  E’ necessario migliorare la qualità dei servizi erogati dal comune.
Scuola, politiche sociali, rifiuti, manutenzione delle strade rappresentano i settori nei quali bisogna voltare pagina.
Per questo è necessario rendere più efficiente la macchina comunale promuovendo una nuova e giovane classe dirigente. Lassismo, sprechi ed inefficienza sono fenomeni da contrastare con determinazione.

Sono convinto che per cambiare Napoli non basti un uomo solo. Un bravo sindaco, una buona giunta, da soli non ce la fanno. Serve uno sforzo collettivo. Dovrebbe accadere quanto auspicava Raffaele La Capria alcuni anni or sono: “... una insurrezione generale delle coscienze per cui un napoletano dovrebbe riconquistare l’orgoglio nato dall’insofferenza e dire: non sono più in grado di sopportare quello che mi viene fatto..”

La comunicazione politica ha un ruolo importante nella sua campagna per le primarie a Sindaco di Napoli. Quali sono gli aspetti della campagna sui quali ha lavorato di più con i suoi collaboratori?

La comunicazione è uno strumento importante, per tanti aspetti determinante, ma da sola non basta.
Ci vogliono idee, proposte, programmi. Per fare questo è necessario mettere in rete le migliori energie della città, studiare. Non bastano gli slogan, servono proposte precise, credibili e concrete.

Crede che le strategie di comunicazione utilizzate abbiano potenziato il messaggio racchiuso nel Suo programma elettorale? E infine, qual è stato il valore aggiunto del Suo programma rispetto agli altri quattro candidati?

Nelle primarie, in poco tempo, non è facile far emergere un programma. La parola chiave della mia campagna è stata: discontinuità. Napoli merita di più: occorre una svolta negli indirizzi, nei metodi e negli uomini.

Intervista a cura di Marina Ripoli

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