Il sottosegretario ungherese Zoltan Kovacs ha dichiarato a Budapest che entro due settimane il governo presenterà al parlamento le modifiche alla legge bavaglio introdotta nel paese a partire dal primo gennaio 2011. L’Ungheria mette così in salvo da fallimento certo la propria presidenza dell’Unione Europea, riuscendo a evitare una procedura di infrazione clamorosa e mai verificatasi prima nella storia dell’Europa unita.
Il paese con un solo provvedimento ha infatti violato le direttive europee sugli audiovisivi, i trattati europei e la carta europea dei diritti fondamentali. Il braccio di ferro è durato un mese e mezzo e, alla fine, la commissione è riuscita ad avere la meglio sul governo di Viktor Orban.
Il provvedimento, approvato a dicembre ed entrato in vigore il primo dell’anno, limita fortemente la libertà di stampa nel paese, consentendo a un apposito nuovo ente di multare con importi fino a 730mila Euro le testate che “attentino all’interesse pubblico, all’ordine e alla morale” o che diano “informazioni parziali”. Su “questioni importanti per la sicurezza nazionale”, inoltre, l’autorità può costringere i giornalisti a rivelare le proprie fonti.
L’Unione Europea si era subito interessata del caso e già a dicembre la commissaria Neelie Kroes aveva indirizzato al governo una lettera con le proprie perplessità sulla nuova legge. Inizialmente, però, l’Ungheria non sembrava proprio disposta ad accogliere le obiezioni della commissione. Il segretario di stato per la comunicazione Zoltan Kovacs le aveva infatti chiaramente definite “critiche straniere” e, come tali, una motivazione non sufficiente per modificare una legge nazionale. Nel giro di un mese e mezzo, però, la situazione si è ribaltata e lo stesso Kovacs assicura che nel giro di due settimane saranno presentate in parlamento le modifiche al provvedimento.
L’Unione Europea si rallegra di questa marcia indietro ma promette di continuare a vigilare per verificare la portata delle modifiche che saranno introdotte.
Fonte: Adginforma.it









