Domenica 20 febbraio 2011, ore 10. La Lega Nord annulla la diretta di Radio Padania sulla trasmissione di RaiTre "In 1/2". Dopo una trasferta inutile a Milano, l'organizzazione di giorni buttata al vento... cancellata la trasmissione, Lucia Annunziata incassa il colpo e lo brandisce in diretta mettendo a segno un paio di domande, piuttosto scomode, alla Lega.
L'Annunziata compare infatti pochi minuti in diretta alle 14,30 per spiegare ai suoi telespettatori l'accaduto: "Questa mattina alle dieci, senza che fosse successo nulla che ci facesse pensare ad un diniego, la trasmissione è stata cancellata. Salvini ha detto – ha raccontato la Annunziata – che è stata cancellata perché si è pensato che non era più opportuno in questo momento fare questa trasmissione”. La giornalista apre poi una riflessione e si domanda: “Che cosa succede veramente dentro la Lega? Perché temono le opinioni dei loro elettori a briglia sciolta su una televisione nazionale? Lega, fatti avanti. Non puoi assolutamente, con la tua tradizione, permettere di censurare i tuoi stessi votanti”.
Effettivamente, è davvero strano che la Lega, da sempre identificata come un partito vicino alla gente, faccia dietro front proprio in occasione di un confronto con il suo elettorato. L'annullamento della trasmissione è stato un gesto molto rischioso per la Lega dal punto di vista della comunicazione esterna, ma anche interna, per niente in linea con la brand image costruita in questi anni. Primo, perchè evidenzia i malumori della base, che vedono sempre più lontana la realizzazione della riforma federalista. Secondo, perchè ha prestato il fianco ad ulteriori polemiche in questo momento già difficile per la Lega: partito su cui si sostiene la sopravvivenza del PDL e di Berlusconi in Parlamento, partito di governo (e quindi rappresentativo di tutta l'Italia) che oggi più che in altri frangenti si identifica come un partito anti-italiano, anti-unità, anti-tricolore. Terzo, perchè la Lega si è letteralmente lanciata in pasto a giornalisti e partiti avversari che hanno potuto ovviamente interpretare, e strumentalizzare, a proprio piacimento la retromarcia mediatica.
Il programma, che avrebbe dovuto occuparsi di temi come la festa del 17 marzo, il federalismo, il caso Ruby, la tenuta della maggioranza, ascoltando le opinioni degli elettori del Carroccio dalla voce diretta di Radio Padania Libera, rappresentava infatti un banco di prova pericoloso per la Lega, ma non solo in questo momento così delicato per i prossimi passaggi parlamentari - come invece ha affermato Matteo Salvini, europarlamentare della Lega e responsabile delle trasmissioni della Radio.
Tropo alto il rischio di imbarazzi, meglio evitare la possibilità di strumentalizzazioni politiche. Ma la domanda è: perchè se ne sono accorti così tardi? La puntata era concordata direttamente con gli uffici di via Bellerio da giorni! ...E quindi, quale scenario è il peggiore: andare in onda, o annullare tutto quattro ore prima della diretta? Dobbiamo proprio pensare che sarebbe stato peggio ascoltare le voci degli elettori?
Marina Ripoli









