Questa settimana il nostro viaggio nei movimenti giovanili dei maggiori partiti italiani ci porta a fare visita a Gianmario Mariniello, coordinatore nazionale di Generazione Futuro, il movimento giovanile di Futuro e Libertà per l'Italia.
Il nostro direttore Christian Lalla lo ha intervistato per voi:
Spinning Politics è una testata giornalistica attenta alla comunicazione politica e alle sue declinazioni, puoi raccontarci quali sono le iniziative dei giovani di Futuro e Libertà a livello nazionale e come queste vengono comunicate?
Abbiamo organizzato la Prima conferenza Nazionale a Bari, il 9 e 10 Aprile scorso. Nella giornata del 9 abbiamo organizzato sei forum su temi concreti (scuola, università, Impresa, Welfare, Comunicazione e Cultura) e il giorno dopo abbiamo presentato le nostre relazioni. Sono tutti materiali video e testo disponibili sul nostro sito nell’area “download”, compreso l’intervento di Gianfranco Fini.
Pensi che la comunicazione politica possa riconnettere l’opinione pubblica al mondo politico in un momento in cui i cittadini sembrano allontanarsi in modo preoccupante dai partiti e dagli uomini politici?
I contenuti senza comunicazione non esistono, ma nemmeno dobbiamo arrenderci alla dittatura della comunicazione senza contenuti, come da troppi anni a questa parte. Oggi grazie al web è possibile veicolare messaggi e contenuti in vari modi e a costi contenuti. Il tempo dei manifesti e del ciclostile è finito.
L’Italia è un paese gerontocratico, almeno questa è l’impressione, troppo spesso i leader dei diversi partiti parlano di giovani e di politiche giovanili in modo retorico, dimenticandosi di loro al momento di formare le liste o di affidare incarichi di prestigio, ritieni che i giovani facciano troppo poco per conquistare spazi in politica oppure che ci sia una preclusione da parte dei senior dei partiti?
Non è la politica a essere bloccata, ma è il Paese. Di sicuro una nuova politica passa per facce nuove e idee nuove. Come ho detto a Bari, “Non ho mai visto un progetto politico nuovo con una classe dirigente vecchia”. Ho fatto arrabbiare qualche vecchio parlamentare di FLI, ma ho detto quel che penso. E comunque a volte vedo alcuni giovani politici che si lamentano, chiedono garanzie e non osano, non rischiano, non buttano il cuore oltre l’ostacolo. La paura è nemica della novità.
Spesso il passaggio dal giovanile di un partito alla struttura vera e propria dello stesso è difficoltoso, molti giovani rimangono nel giovanile per conservare un ruolo che altrimenti non avrebbero nel partito, secondo te con quali metodi o strumenti potrebbero essere selezionate le nuove classi dirigenti per rendere accessibile e possibile il passaggio dal giovanile al partito?
Da noi non sarà possibile. Le cariche durano due anni e sono rinnovabili solo una volta. Non solo, ma si può essere iscritti a Generazione Futuro solo finché non si son compiuti i 31 anni. Ergo, non ci si potrà parcheggiare nel giovanile.
FLI è un nuovo contenitore politico che mira ad attrarre i delusi del centro destra insieme a chi non si riconosce più nel PDL. Non credi che l'obiettivo di intercettare questo tipo di elettorato vada a scontrarsi con l'idea, seppur smentita, ma ancora presente nell'arena politica, di giocare di sponda con la sinistra parlamentare per logorare e fare fuori Berlusconi?
Può darsi. Ma senza il superamento di Berlusconi e del berlusconismo non si possono creare le condizioni per immaginare e realizzare l’Italia del futuro. E senza il superamento di Berlusconi e del berlusconismo anche il progetto di FLI ha un respiro oggettivamente limitato.
C.L.









