Martedì 17 Maggio 2011 18:02

Amministrative 2011: rispettate le quote rosa? In evidenza

Autore:  Christian Lalla

Le prossime elezioni amministrative del 15 e 16 maggio coinvolgono 1315 comuni per un totale di 3977 candidati alla carica di Sindaco, di questi 3421 sono candidati maschi (86% del totale) mentre soltanto 556 sono le donne (14% del totale), i candidati a Sindaco con un’età inferiore ai 35 anni sono 434 e di questi soltanto 75 sono donne.

Il gentile sesso resta ancora troppo fuori dalla mischia elettorale e si ritorna a parlare di quote rosa.

Ma siamo proprio sicuri che la legge sulle quote rosa interessi le donne italiane? Conosco personalmente diverse donne impegnate, con passione ed entusiasmo, nell’attività politica quotidiana e con le stesse ho condiviso pensieri ed opinioni su questa legge (leggi il DDL Carfagna cliccando qui) e sulla loro presenza in politica. Il risultato è stato quello di un sesso che non chiede di certo corsie preferenziali o quote rosa da rispettare e questo perché le donne non si sentono affatto un genere in via di estinzione ne tanto meno una categoria da salvaguardare.

Intervenire per legge, al fine di garantire posti e candidature al genere femminile, rischia di sminuire il reale valore delle donne ex tunc, a scapito dell’effettivo merito e valore delle stesse. Ciò che le donne chiedono è una base paritaria sulla quale partire e non di certo posti garantiti a scapito di altri. Una candidatura deve essere figlia del merito e dell’impegno profuso nella propria comunità di appartenenza e non di certo figlia di una legge che svincoli un genere da presupposti imprescindibili per chi vuole fare politica.

Una mia committente mi racconta che le sue candidature, a partire dalla prima a consigliere comunale, sono sempre state selezionate per merito, volontà, impegno, curriculum, e non di certo perché donna punto e basta.

La mia convinzione è che merito e valore sono e rimarranno sempre il miglior modo per occupare spazi in politica e nella società civile, dove le donne, con intelligenza ed entusiasmo non hanno di certo bisogno di una legge che certifichi il loro valore.

CL

1 commento

  • Giuseppe stivaletta Lunedì 16 Maggio 2011 10:39 inserito da Giuseppe stivaletta

    Per me una legge che obblighi le quote rosa può solo dare adito a ulteriori atteggiamenti razzisti e machisti verso le donne, svalutandone il reale valore e apporto che le stesse possono fornire nella politica.Sono pienamente d'accordoc on Christian e in più ritengo che possa trasformarsi in un boomerang che potrebbe generare addirittura una spirale distruttiva soprattutto sulle responsabilità e sulle potenzialità delle donne stesse.

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