Sabato 28 Maggio 2011 11:33

Dopo il ballottaggio, il Paese deve ripartire

Autore:  Angelica Stramazzi

Strategie comunicative sbagliate, attacchi verbali conditi da accuse parzialmente fondate, la mancanza di idee riempita da slogan ripetuti milioni di volte e che ora – in un momento di massima disaffezione del cittadino dall’universo della politica – non riescono a far breccia in nessun cuore. Tutto intorno, oltre le tattiche mal riuscite ed i colpi bassi sferrati all’ultimo secondo, il deserto – morale, culturale ed etico – di un Paese che non riesce a risalire la china. Un Paese ormai troppo stanco per restare immobile a contemplare sé stesso, le sue debolezze e le sue mancanze, le sue storture e le sue fisiologiche inefficienze.

Gli elettori – pochi a detta di alcuni, sempre i soliti affezionati secondo altri – che si sono recati a votare per il primo turno delle elezioni amministrative e che si apprestano a replicare l’azione tra qualche giorno, sono lo specchio fedele di una società che non riesce più ad instaurare un dialogo fecondo e produttivo con il mondo della politica. I nostri rappresentanti – non tutti per fortuna – sembrano ricordare dei semplici figuranti di una manifestazione scenica che poco sa raccontare a chi è accorso per lasciarsi invece entusiasmare da qualcosa di nuovo, di travolgente e quindi di pervasivo.

I risultati del primo turno di questa tornata elettorale – al netto delle valutazioni e delle riflessioni degli esperti e degli esponenti dei maggiori partiti italiani – avrebbero tuttavia dovuto aprire una riflessione molto ampia sugli errori commessi e quindi sul da farsi per il prossimo ed imminente futuro. Un’occasione che, a poche ore di distanza dal secondo turno, sembra essere andata perduta e gettata nel cestino della spazzatura. Ancora una volta, seguendo il proprio istinto e i propri malesseri interiori, si è preferito riproporre lo schema del “tutto contro tutti”, dei rossi contro i neri, dei belli contri i brutti, degli intelligenti contro “i deboli di cervello”. Una pochezza strutturale ed una penuria di idee che pesa come un macigno sulle spalle di chi, ogni giorno, affronta con forza e con slancio vitale le fatiche del vivere quotidiano e gli effetti disastrosi di una crisi che non accenna ad indietreggiare.

Ecco perché l’unica possibilità di riscatto, che la politica nel suo complesso avrà, sarà quella di assumere il risultato definitivo delle urne come base su cui innestare progetti e proposte future. Per il centrodestra, la possibile e sempre più realistica perdita di Milano e Napoli dovrà – nel caso in cui ciò si verifichi – aprire una profonda riflessione in seno al partito del Cavaliere, meditando su una sconfitta che dovrà ben presto trasformarsi in risorsa. Per il centrosinistra, si assisterà – nel caso in cui Sel ed Idv continueranno a dominare incontrastate sul Pd – alla progettazione di una nuova strategia, mediante l’individuazione di un vero leader da cui, in tempi di personalizzazione della politica, non si può più prescindere.

Se sconfitta sarà, per l’uno o per l’altro schieramento politico, occorrerà rimettersi in moto fin da subito, ripensando – e questa volta per davvero – a come gestire i prossimi anni. Magari – ma si tratta di un’utopia scarsamente realizzabile - aprendo questo universo anche al mondo dei giovani.

Angelica Stramazzi

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