Nuovo giro di vite in Iran. La Rete sarà ancora più controllata. Il ministro per le comunicazioni e la tecnologia Taqipour Anvari ha annunciato l’introduzione, probabilmente già a partire da questo mese di agosto, di una rete nazionale a disposizione della popolazione.
Presto non sarà quindi più possibile connettersi al Web internazionale, ma unicamente a questa intranet ad hoc ideata e gestita dal governo di Ahmadinejad. La rete inizialmente sarà disponibile a una velocità di 8 Mbps per poi, almeno nelle previsioni, arrivare a un servizio di 20 Mbps.
Si tratta di una soluzione tecnologica non conveniente da un punto di vista economico per le casse dello stato, che viene però motivata con la necessità di gestire in modo più efficiente il servizio di e-mail sul territorio iraniano e con ragioni legate alla sicurezza nazionale. È evidente, però, che il reale obiettivo è quello di potere avere un controllo ancora più serrato e capillare sull’utilizzo dell’online da parte della popolazione.
Costringere i cittadini a utilizzare il servizio fornito dallo stato consente infatti sia una censura puntuale sui contenuti sia una verifica dettagliata delle attività degli utenti connessi. Impedire l’accesso al Web significa infatti tentare di mettere a tacere le voci di opposizione e protesta che utilizzano Internet e i social network per organizzarsi, cercare di rafforzarsi e farsi sentire, anche al di fuori dei confini della repubblica islamica, alla ricerca di aiuti e solidarietà da parte dei molti attivisti per la libertà di espressione e di stampa nel mondo.
Fonte: Informa.it









