Martedì 20 Settembre 2011 10:58

Italia dei Valori punto e a capo

Autore:  Christian Lalla

Italia dei Valori punto e a capo. Antonio Di Pietro lancia il nuovo Ulivo insieme a Nichi Vendola e Pier Luigi Bersani, non lo fanno ne in modo ufficiale ne aulico ma lo fanno. A dirla tutta è stato Enrico Mentana a lanciare il nuovo Ulivo dal palco del Palazzo D’Avalos di Vasto incalzando i tre segretari con la domanda (insistente) “possiamo parlare di nuova fase politica, si può dire che nasce il nuovo Ulivo?”. Mentana è un ottimo giornalista è sapeva che da quel dibattito avrebbe dovuto tirare fuori una notizia notiziabile e non certamente le solite meline e cantilene della politica. I tre segretari non hanno detto si ma non hanno neanche detto di no e questo è stato sufficiente a far gridare al miracolo del nuovo Ulivo. La notizia ha avuto una buona eco sui media nazionali ripagando così gli sforzi organizzativi ed economici dell’intero partito. Ma le facce imbarazzate dei tre segretari all’impertinente domanda di Enrico Mentana la dicono lunga su quanto questo progetto politico sia ancora lontano dalla sua piena realizzazione.

Il segretario PD indica il timing e parla di progetto, coalizione e primarie come una successione logica e naturale per arrivare alle elezioni con qualche possibilità di vittoria. Il progetto deve essere pronto entro il mese di Dicembre e composto da 10 (dieci) punti riferiti ad altrettante riforme strutturali. Subito dopo non ha alcun problema a scendere in campo nelle primarie di coalizione.

Tradotto: prima di Dicembre non pensiamoci neanche a governare, non siamo pronti, ci mancano i fondamentali. Subito dopo dobbiamo organizzare le primarie (almeno un paio di mesi) per decidere chi fa il leader di questo nuovo Ulivo, solo dopo possiamo affrontare una campagna elettorale (siamo così arrivati alla primavera del 2012).

Nel frattempo Silvio Berlusconi gongola perché capisce chiaramente che anche se sepolto da un mare di fango non esiste alcun governo ne tecnico ne politico pronto a sostituirlo nel breve e medio periodo. La strada più conveniente per tutti a questo punto è una nuova legge elettorale che garantisca prima di tutto la (ri)elezione al Parlamento e subito dopo la governabilità.

Dal punto di vista mediatico la nascita del nuovo Ulivo è stato un buon colpo (del quale si deve ringraziare soltanto Enrico Mentana) ma è stato offuscato dalla candidatura di Cristiano Di Pietro (figlio del più noto Antonio) alle prossime elezioni regionali del Molise. L’Italia dei Valori è così passata, almeno nell’immaginario collettivo, da partito della legalità, del merito e della trasparenza, a contenitore politico del tutto simile ai competitor dell’attuale spazio politico (soprattutto all’odiatissima Lega e al nemico giurato PDL) azzerando in un sol colpo le battaglie politiche e culturali fatte contro i Renzo Bossi e le Nicole Minetti nei mesi passati.

Il nuovo Ulivo nasce orfano di Casini e dell’Udc per via del veto sovrano di Antonio Di Pietro che non ha mandato per niente giù l’alleanza tra l’Udc e l’attuale governatore del Molise Michele Iorio (Pdl) in vista delle prossime elezioni regionali. Di Pietro ha definito in modo sprezzante l’Udc come  un “escort” della politica. Non è ancora chiaro perché il veto sia soltanto verso l’Udc, una delle tre componenti del Terzo Polo, e non verso un’intera area politica in cui sono presenti anche FLI e API. Gianfranco Fini per il momento tira un sospiro di sollievo, se Pierferdinando Casini aderisce al nuovo Ulivo per lui son dolori, ma questa è un’altra storia.

Christian Lalla

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