Lunedì 26 Settembre 2011 09:48

Scongiuriamo il commisariamento politico

Autore:  Angelica Stramazzi

Dopo il commissariamento economico,
scongiuriamo quello politico

 

Il nostro Paese sta affondando. Sbaglia quindi chi, con la presunzione di volersi nascondere dietro un dito ed ignorare la triste realtà odierna, continua a dichiarare che “tutto va bene, Madama la Marchesa” e che i catastrofismi non costituiscono di certo l’antidoto migliore per uscire dalla crisi economica. Ci vuole bene altro, dicono, per gettarci alle spalle un periodo in cui timide prospettive di rilancio e crescita generale sono state letteralmente spazzate via da un vento che ha portato solo pessime notizie e pesanti lasciti da smaltire. In questo frangente, la classe politica che attualmente guida il Paese – forze di maggioranza e di opposizione insieme – ha proceduto in base a dettami imposti dalle istituzioni sovranazionali, nel tentativo di salvare il salvabile e scongiurare un imminente e pericoloso salto nel buio. Abbiamo assistito quindi al susseguirsi di manovre varate in fretta e furia, ad annunci miracolosi per un sistema che nei miracoli crede (a ragione) ben poco: la fiducia degli osservatori internazionali nei confronti di quella che (a torto) è stata definita “Italietta” è inesorabilmente crollata e svanita per sempre. E forse – anzi sicuramente – anche in questo risiede uno dei più vistosi paradossi che il nostro Paese non solo non riesce a superare, ma neppure a voler comprendere.

Qualsiasi governo democraticamente eletto e legittimato dal popolo avrebbe, nell’esercizio delle proprie funzioni e nell’intento di riscattare l’orgoglio e la bontà della propria nazione, impedito – o perlomeno evitato – che talune istituzioni intervenissero stabilendo la tabella di marcia e l’agenda economica del Paese in difficoltà. Provvedimenti, misure ad hoc, interventi stabiliti senza tener conto della reali condizioni in cui versa la nostra società: tutto ci è stato propinato con estrema freddezza, attraverso calcoli ben precisi e studiati a tavolino, sempre tenendo ben presente che ciò che rivela un grafico economico non può di certo essere sottovalutato. In tutto questo – in questo mondo che sembra sempre più un universo incantato ed al tempo stesso impazzito – nessun grido di protesta si è levato da chi invece ha subìto diktat esterni ed estranei alle esigenze della collettività, ai bisogni degli anziani e ai sogni dei più giovani. Di fronte alla conclamata impotenza di reazione della classe politica italiana, il commissariamento economico del nostro Paese è avvenuto senza che nessuno battesse ciglio. Cosa accadrà in futuro non è dato sapere; speriamo che qualcuno intervenga per evitare che la decisione di commissariarci anche sul versante politico si materializzi fino a diventare un fardello troppo pesante da sopportare per chi in questa Italia crede e confida.

An. Stra.

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