Martedì 11 Ottobre 2011 10:03

Nuovi politici nuova comunicazione politica?

Autore:  Daniela Sgambellone

L'Università degli Studi di Milano, in occasione della Settimana della Comunicazione, ha organizzato un seminario dal titolo "Nuovi politici nuova comunicazione politica?" presieduto e coordinato dal Prof. Gianpietro Mazzoleni. La giornata è stata seguita dalla nostra amica Daniela Sgambellone.

Fast politics: riflessioni a caldo... Temevo si sarebbe rivelato l’ ennesimo seminario in cui persone noiose ti raccontano in modo noiso le solite ( noiose) ovvietà, magari anche fuori tempo massimo, ed invece mi son dovuta ricredere.

Il Seminario dal titolo “fast politics: nuovi politici nuova comuniazione politica?” è stato invece un evento utile e prezioso.

Per dirla con le parole del prof. Mazzoleni, che i social media stiano cambiando la comunicazione politica è sotto gli occhi di tutti, cosi come è sotto gli occhi di tutti il fatto che le nuove tecnologie rappresentino una sfida e un opportunità per i politici per migliorare la comunicazione e dare risposte più rapide ed efficenti a cittadini ed elettori. Il nodo focale della questione è però uno solo: il fattore tempo.

E’ vero, anche il contesto è mutato. I mezzi di comunicazione  sono incrementati e gli utenti dunque si sono frammentati, richiedendo dunque a chi vuol comunicare una presenza variegata: tv, giornali, internet, piazze ecc.. Ma anche nel contesto che muta la prima cosa a mutare è il fattore tempo. I tempi immediati della rete e dei social network nello specifico hanno modificato anche i tempi di risposta delle tv, dei giornali e delle stesse piazze. E’ accaduto infatti che la tv, per reggere il passo della rete, utilizzi sempre più il sistema della diretta, che i giornali cartacei siano stati soppiantati da quelli on line, che forniscono al lettore immediatezza nelle informazioni, abbandonando di fatto il vecchio sistema della notizia demandata al giorno successivo.

E che dire delle piazze? la piazza è divenuta si, il punto di ritrovo e di manifestazione, ma è sostanzialmente una parte di un progetto più ampio, nato in rete e che dopo l' evento torna in rete. Ma come ha cambiato il sistema politico questa comunicazione fast? ed i partiti ed i suoi rappresentanti sono al passo con il cambiamento? Il primo dato significativo del cambiamento è il fatto che il politico eletto sia ora in campagna permanente. Questo significa che per mantenere il suo consenso questi debba vivere ogni suo giorno come se fosse in campagna elettorale, non abbassando mai l’ attenzione. Quando si passa  dal campaigning al governing si sperimenta inoltre un rapido calo di consensi. Cio avviene perche le persone hanno meno tolleranza e pazienza e alle volte anche ai quesiti amministrativi piu tecnici e complessi, quelli che richiedono insomma studi e ricerche, pretenderebbero risposte pressocchè immediate.

La pubblica amministrazione non è pronta a simili velocità e si muove a tempi ottocenteschi. Bisogna dunque ripensare al modo di fare politica, adeguare la velocità, soprattutto in campo amministrativo lavorando a tempi di risposta che divengano appunto "fast". Ma se dirlo appare scontato, farlo lo è di meno. Un assessorato del comune di Milano ad esempio riceve circa 700 mail al giorno: il modo più semplice per rispondere a tutti in tempi brevi sarebbe quello di assumere più personale, ma ciò comporterebbe, giustamente, la sollevazione delle proteste da parte dell' opinione pubblica, che, già arrabiata con i "costi della politica", in questi tempi di crisi e di ristrettezze non sopporterebbe una decisione del genere. Per fortuna le nuove frontiere della comunicazione  permettono soluzioni abbastanza efficenti, magari per mezzo di software di risposta automatica a quesiti identici.

Più difficile sarà, a mio avviso, far comprendere ai politici (sopratutto quelli di vecchia generzione) l'importanza della comunicazione politica e l' importanza della velocità nella comunicazione. Molto è stato fatto, molto c' è da fare, ma mi raccomando....in fretta!!

Daniela Sgambellone

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