Lunedì 28 Novembre 2011 12:30

Perchè il Marocco è importante, anche se nessuno ne parla

Autore:  Gabriele Cazzulini

Strano destino quello del Marocco. Schiacciato ai limiti del Nord-Africa, di fronte all’Atlantico, è percepito troppo distante dal Medioriente per venire associato al caos rivoluzionario tra Tunisi e Damasco. Eppure il Marocco, dopo il voto del 25 novembre, è la cifra delle conquiste e delle contraddizioni dell’intero Medioriente.

In Marocco, come nelle abbondanti mercanzie di una casbah, c’è tutta la fenomenologia rivoluzionaria che ha infiammato il Medioriente. C’è una monarchia con una famiglia regnante da 350 anni. C’è stato un plebiscito referendario per l’approvazione di una riforma costituzionale che trasforma la monarchia assoluta in una monarchia parlamentare. C’è un movimento popolare di protesta, il “Movimento 20 febbraio”, che ritiene insufficiente la riforma costituzionale e voleva boicottare le elezioni. C’è anche un partito islamico che ha vinto elezioni, come in Tunisia, e che porta lo stesso nome del partito di governo in Turchia. Ma la modernizzazione del paese non sembra essere la sua priorità. Comunque c’ha già pensato l’eterogenesi dei fini della democrazia a moderare il partito islamico vincitore: nonostante la sua maggioranza relativa, dovrà formare un governo di coalizione con altri partiti. Quindi in Marocco c’è tutto quell’alone d’ambiguità e quel senso di incompiutezza che aleggia anche in Medioriente.

Allora? Per capirci qualcosa di più fa bene guardare ai due lati opposti della piramide del potere. Dal basso, le masse arabe si sono mobilitate con una coscienza nazionale e democratica senza precedenti. Per la prima volta sono stati i musulmani ad esportare un movimento di protesta che ha ispirato anche l’Occidente, con riferimento a Occupy Wall Street. Dall’esportazione armata della democrazia americana siamo passati in pochi anni all’esportazione pacifica della protesta civile musulmana.

Ma il coraggio dei popoli arabi del Mediterraneo è stato pari all’ottimismo con cui credevano che la rimozione del tiranno bastasse a disinstallare l’intero regime e a costruirne subito uno nuovo. Non è così semplice, non solo in Medioriente.

Ma anche in alto, al vertice, c’è un blocco che intasa il completamento del processo di riforma democratica. Le vecchie èlites politiche mediorientali non sono educate a governare la democrazia in modo democratico. Quelle al potere sono troppo logorate da equilibrismi settari e vincoli famigliari. Quelle nuove sono ancora inesperte e si trovano a gestire paesi profondamente sconvolti, in positivo, da cambiamenti che non si verificavano da decenni. Anche con la tecnologia democratica, manca la competenza per usarla. Il diffuso appello alla sharia è come il pianto della democrazia appena nata che invoca la mamma della religione: la politica, passata la fase autocratica, passa in quella opposta dove la politica, orfana del grande capo, cerca punti di riferimento fuori dalla politica.

Masse senza leader e leader senza esperienza. Dentro a questa parentesi problematica pulsa già una nuova energia sociale. Se degnamente valorizzata, la speranza dei popoli arabi non dovrà più essere riposta nel vecchio e sporco petrolio.

Gabriele Cazzulini

1 commento

  • noreddine Martedì 29 Novembre 2011 05:09 inserito da noreddine

    sono le 4e 15 del mattino ora in cui sto leggendo il suo articolo e quindi buongiorno il signor gabriele, nome che ha un grande sinificato per il musulmani anche si sono pocco praticante, credo che no solo il marocco eil paese delambiguita e delle contradizione, ma e una struttura sociale molto complessa da capire li lo dico perche sono nattivo da quella natione, e parlare di democrazia in generaleresta solo un idea puramente filosofica, basta guardare alle democrazie occidentale e sopratutto quella italiana, io sono da20 anni che vivo in italia e no visto una decina accedere al quirinale ed ogni uno ha avuto una sua visione della democrazia adirittura il governo del popolodella liberta chi ha avuto 3 mandati quellodi berlusconi per dirlabreve 3 mandati 3 versione di democrazia. ormaisi sente u mal essere generale in tutto il paese sopratutto da parte deigiovani.
    torniamo al nostro marocco perche con le sue contadizione sta lostesso facendo il suo cammino non dirai una emocrazia a l'occidentale ma una sua democrazia a se e lei sociologo e quindi doverebbe capirne il significato, ad ogni popolo la sua governance certo no si po fare dei salti ma si po progredire lo stesso perche il cambiamento socilae aviena piu lento del cambiamnentodelle legge,perche lamentalita delle persone devi assimilare e adattarsi a tale cambiamento.ci vuole del tempo, guarda l'egitto la tunisia la libia creda che domani saranno democratici, primain tnato di ragguingere un stabilita politica ci vogliono delli anni, nel fra tempo le multinazionale affamati del dio denero faranno di tutto per prolungare la distabilizzasione cosa che giocca a loro fvore basta vedre l'irak della morte del dinasta non sentimao piu parlare del irak pero no sappiamo neanche che strada il petrolio del irak sta facendo,nel frattempo creamo un po di confusione a livello intenazionale riguardo a l'iran perche e l'unico in zona che po crearci dei problemi riguardo al petrolio irakeno. Gabriele parla mi di democrazia dove quando e come anche le indegnatos in america spruzzati con lo sprai urticanti.
    secondo me la democrazie devait sparire come concetto, e lascire posto alla convivenza pacifica al diritto di avere un lavoro di avere una famiglia fare crescere i propri figli in ambiente sereno a dareli la possibilita di vivere la loro infanzia come da angeli liberi perche una volta crescuiti li aspette anche aloro un compito arduo e impegnativo.
    dobbiamo smetterela di prendre la gente in giro solo perche non hanno studiato o non ci sono laureti . le persone semplice vogliono solo una vita normale fatta di lavoro e sacrifici, di amore e tenerezza e confidano a noi studiosi o laureati che siamo il compito di fare quadrare i conti macro economici cosa che noi non siamo capaci a fare.
    il marocco nel 2007 a cambiato lo statuto della donna, e si me ricordo bene l'italia la fatto non solo nel 1973e quindi 33anni fa, ma ancora adesso devo vedere una donna marrochina che andata davanti il giudici a chiedere un divorzio o a dennuciare un uomo per maltrattamento anche se questa cosa succede anche in italia. la mia domanda la democrazia italiiana in questo caso e lontana della democrazia marrochina solo di 33anni non credo?
    in fine mi scuso se ho commesso qualque errore scrivendo in italiano perche sono solamente un dilettante del italiano.

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