Sabato 14 Gennaio 2012 10:48

The Match in New Hampshire: first in the nation?

Autore:  Marino De Luca

The Match: la partita per il potere: le elezioni presidenziali americane raccontate su Spinning Politics, senza censure, con adrenalina, per inseguire la partita più folle, audace, appassionante e fatidica, per gli americani e per il mondo.

Questa puntata di The Match è realizzata dal colui che è stato selezionato, dopo defatiganti provini, per dare un tono di serietà a Gabriele Cazzulini, ovvero, Ladies and Gentlemen, ecco a voi Marino De Luca: primarie, comunicazione, democrazia e politica. Lui è quello che segue, oggi 2012. Smonta e rimonta notizie, congressi ed elezioni. Da oggi american dreams.

Con tutta la puntata in mano a Marino De Luca, la corsa per il potere passa per il New Hampshire e il messaggio è: tutti contro uno e uno contro tutti. Romney è  quell’uno. Ma alla fine è l’uno che vince e tutti gli altri perdono. Eppure Mitt ce l’ha messa tutta per perdere. Ha perfino ammesso che gli piace licenziare. Ma in tempi di crisi, chi si accontenta gode. I repubblicani si sono accontentati di Romney. Ma l’unico a godere è Obama. The Match!

Al vecchio New Hampshire si deve la prima pianta di patata yankee (1719), il primo americano nello spazio (Alan Bartlett Shepard, 1961), la prima libreria pubblica degli Usa (Peterborough, 1833), la prima lotteria del XX secolo (1963), il primo allarme per orologio (1787), il primo soldato a morire nella guerra civile e il record storico del primo tra gli stati Usa ad aprire la lunga serie delle primarie (in Iowa erano caucus). L’hashtag di questi giorni la dice lunga: #FITN, first in the nation.

Ma l’America è questa: record e spettacolo. Lo “Stato di Granito” è fisiologicamente un evento comunicativo di grande portata, a differenza del reale peso elettorale (appena 12 delegati nominati proporzionalmente). Fino al 1992, per 40 anni, ha “scelto” l’inquilino della casa bianca. Vinci in New Hampshire e sarai Presidente. Altro fattore mediatico ad accendere i riflettori del grande show elettorale americano su questo piccolo stato. Qualcuno, intanto, ci ha comprato anche casa. Tale Mitt.

Sei i candidati - in realtà 31 -, sei uomini al comando a tirare la volata al Grande Vecchio. Nel 2008 circa 230 mila repubblicani alle urne. Vinceva McCain, con Romney secondo. Provaci ancora Mitt, si disse. Ed eccolo qua. Domina nei sondaggi (45%), un po’ meno nei risultati (39,3%), ma vince conquistando 7 delegati. Paul secondo al 22,8% con 3 delegati (quinto nel 2008), Huntsman terzo con 2 delegati (16,9%). Fuori quota il quarto Gingrich accreditato dai sondaggi come l’anti-Romney del South Carolina (24%).

New Hampshire 2012 uguale duecentotrentanovemila votanti. Dalle analisi, emerge un elettorato repubblicano “anziano” - lo stesso Romney dominò nel 2008 il voto ultra 65 -, ma a sorpresa il buon Mitt catalizza anche il voto dei giovani e dei businessmen locali. Pesa poco la dimensione religiosa. Qui i repubblicani sono più laici e moderati. E infatti paga dazio il fenomeno Santorum (9,4%), con la testa già alla santissima Carolina del Sud (terzo al 20% nei sondaggi). Tra i temi più importanti per l’elettorato nel 2008: immigrazione - altro tema dominante per Romney -, guerra in Iraq, economia e terrorismo. Oggi? Ancora immigrazione. Tanta immigrazione e soprattutto il fattore crisi. Lo dicono tutti, ma sentito da Romney fa un altro effetto: “l’America non diventerà come l’Europa”.

E allora si scopre che l’Europa è il nuovo mostro per gli americani. Guerra & terrorismo battuti così in malo modo dalla Grande Vecchia. Ma il sistema resta identico: paura e sentimento. Lo show può cominciare. Lo stato del “Vivi libero oppure muori” – motto nazionale dell’eroe di Bennington, John Stark - apre teoricamente alla partecipazione, in realtà toccherà al South Carolina, il 21 gennaio, l’onore della prima vera primaria aperta. Dunque al NH, primarie semichiuse. Al voto solo i membri di partito come in quelle chiuse, ma con la possibilità di contare anche (su)gli indipendenti. Sono questi gli elettori su cui punteranno per le presidenziali i due principali candidati. In NH il voto indipendente si è distribuito tra i primi tre in modo abbastanza uniforme (29% per Romney e Paul e 25% per Hunstman).

Ma è miss Ann Romney a fare il punto: “vi presento il prossimo Presidente degli Stati Uniti d’America”. We keep watch over you, Mitt.

Marino De Luca

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