Sabato 28 Gennaio 2012 11:31

Intervista all'On.Palmieri: un nuovo sito web per il PDL

Autore:  Angelica Stramazzi

Un portale rinnovato e più snello rispetto al passato ma denso di contenuti: il nuovo sito del Popolo della Libertà è stato presentato lo scorso giovedì 26 gennaio a Roma. Spinning Politics ha intervistato per voi l’On. Antonio Palmieri, responsabile comunicazione ed internet del partito.

Onorevole Palmieri, in una recente intervista rilasciata a “Il Secolo d’Italia” lei ha affermato che le tre parole d’ordine del nuovo sito sono ascolto, comunità e riconquista. Potrebbe spiegarci meglio questo concetto?

Il nuovo sito ha ampliato e continuerà ad ampliare non solo i contenuti in esso presenti ma anche le forme di partecipazione e di dialogo con la sfera politica. A tal fine, sono stati migliorati gli spazi in cui le persone ed i simpatizzanti possono esprimere le loro idee, dando suggerimenti e consigli: sono stati infatti mantenuti i tradizionali forum come Spazio Azzurro e Forza Silvio, abbiamo inserito il blog di Alfano e la pagina Facebook di Berlusconi. Abbiamo aggiunto anche uno spazio di approfondimento dedicato alla riforma della legge elettorale in cui ciascun cittadino elettore può fornire il proprio contributo o punto di vista. Tutto questo per quanto riguarda l’aspetto dell’ascolto e della comunità; relativamente alla riconquista, inutile negare che dobbiamo riconquistare parte del nostro elettorato che non ha compreso e ancora metabolizzato la scelta di appoggiare il governo Monti: l’obiettivo è impedire che questa fetta di popolazione si rifugi nell’area del non voto.

Il portale è stato presentato nel giorno della ricorrenza dei diciotto anni di Berlusconi in politica. C’è stata analogia tra la discesa in campo e la “discesa in rete” del Cavaliere?

Diciotto anni fa la discesa in campo fu annunciata con un video di nove minuti inviato a tutte le principali televisioni italiane; oggi gli spazi di dialogo si sono enormemente ampliati e la rete è profondamente diversa dalla tv. Ciò che accomuna ieri ed oggi è sempre la volontà da parte di tutti noi e del Presidente Berlusconi di trovare un modo per dialogare con gli elettori, anche se le metodologie utilizzate sono poi diverse.

Da un punto di vista comunicativo che idea si è fatto di Angelino Alfano?

E’ normale che tutti cerchino di imparare le cose migliori dai migliori e Berlusconi ha insegnato molto a tutti noi, ma Alfano ha un suo stile, usa direttamente gli strumenti del web, cosa che invece Berlusconi non fa. Anche in questo caso, la continuità tra i due è data dal desiderio di trovare dei modi per comunicare con gli elettori.

Cosa differenzia la Prima dalla Seconda Repubblica per quanto riguarda la comunicazione?

Il momento di cesura tra i due periodi è dato senza dubbio dalla “rivoluzione berlusconiana”; prima di Berlusconi dominava l’autoreferenzialità nei partiti e anche all’esterno, nel senso che si utilizzava un linguaggio in codice comprensibile solo dagli addetti ai lavori che di fatto finiva per escludere il popolo. Anche se i sondaggi si praticavano, si finiva per farlo di nascosto vergognandosi di questo strumento spesso accostato alla manipolazione. Con Berlusconi invece gli strumenti del marketing politico non solo vengono usati ma anche esibiti: basti pensare alle convention di patito che in passato vedevano sul palco l’intera oligarchia di un gruppo e che oggi invece si incentrano su una sola persona. Quello che stupisce è come gli avversari di Berlusconi abbiamo dapprima demonizzato gli strumenti del marketing politico, li abbiano presi in giro fino quasi a volerli neutralizzare ed infine siano arrivati a copiarli.

Intervista a cura di Angelica Stramazzi

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