Un flash Match per fissare il punto della situazione con Marino De Luca tra l’aria stantia dei salotti dove i gerarchi repubblicani giocano a dadi con la storia e le passioni di piazza del caucus del Maine – e intanto parte la caccia al terzo candidato, né Mitt, né Rick. Forse Jeb, alias fratellino minore di Bush W.?
La conferenza annuale dei conservatori - Conservative Political Action Conference – rilancia il frontrunner dopo il cappotto targato Santorum. Ma se da una parte l’appoggio a Mitt è cosa buona e giusta – infatti, Romney incassa il sostegno del 38% dell’élite repubblicana al CPAC -, dall’altra il fronte anti-Romney si allarga. I tre candidati in corsa con in testa Santorum, ne sottolineano l’inconsistenza da conservatore. In più, la lobby vicino ai Bush ne rilancia il superamento con la necessità di un terzo candidato. Per molti Jeb, ex governatore della Florida e fratello minore di Bush Junior.
Non manca la parte ludica. Ovviamente. Celebre nell’ultima settimana la storiella di Foster Friess, il principale finanziatore del Super PAC che sostiene Santorum. Quando in un bar entrano un conservatore, un liberale e un moderato, il barista dice: “Ciao Mitt!”.
Ma c’è anche il Maine, con il suo caucus non vincolante, che riporta una tregua in casa Romney. Per Mitt il 39,2%. Secondo un Paul in grande spolvero al 35,7%. Seguono Santorum e Gingrich rispettivamente a 17,7% e 6,2%. E intanto la carovana repubblicana punta all’Arizona, il 28 febbraio, e ai suo 29 delegati.
In contemporanea nella giostra democratica Obama incontra Monti. Grande pubblicità e una copertina sul Time. I repubblicani insistono, “L’America non diventerà come l’Europa”. Ma la strategia del presidente USA su questo fronte è ormai evidente. Guardate, la nuova Europa è questo signore elegante, distinto e discreto. Lontano anni luce dal “Mr. Obama”. Chiaramente una strategia a breve termine.
Rubrica a cura di Gabriele Cazzulini, Marino De Luca e Antonio Ciaglia









