Martedì 06 Marzo 2012 11:54

The Match: Washington anno zero. Il diritto alla sopravvivenza

Autore:  Marino De Luca

Washington State. Caucus. Romney. Ultima tappa prima del Super Tuesday. Circa 50 mila votanti e un frontrunner alla sua settima vittoria - tre per Santorum e una per Gingrich -, con oltre il 37% dei consensi. Secondo Paul a 24,8% e terzo Santorum a 23,8%. Distanziato Gingrich con il 10,3% dei voti. Un Romney che vince in 26 delle 39 contee, incluse le più importanti di King, Pierce e Snohomish. In più le stime dell’Associated Press che sembrano assegnargli circa 150 delegati. Con Santorum a 85, Gingrich a 29 e Paul a 18. 

“Gli elettori di Washington vogliono un uomo d’affari conservatore che capisca il settore privato e sappia tenere fuori dai piedi il governo federale, in modo che l’economia possa ancora una volta tornare a crescere”. “Abbiamo bisogno di qualcuno che possa riuscirci, non con più soldi, ma con le idee migliori, la migliore prospettiva, i migliori risultati. Andate e rendete queste primarie una grande cosa”. “Preferirei morire piuttosto che votare per uno qualsiasi degli altri candidati”. Nell’ordine Romney, Santorum e un elettore di Paul.

Ma lo stato di Washington ci ha riservato alcune piacevoli sorprese. Innanzitutto il localismo della competizione con addirittura migliaia di telefonate false a ridosso del voto che avvertivano lo slittamento di una settimana del caucus. Al momento non si conosce il responsabile. Altra sorpresa, l’effetto non religioso. Le statistiche, infatti, assegnano allo stato di Washington la più alta percentuale di persone non religiose (nonché la più bassa appartenenza alle diverse confessioni). Bastava vederlo nei codici della comunicazione delle ultime settimane di campagna. Uno su tutti, Santorum con una copia della Dichiarazione di Indipendenza.

Dunque, Bibbia a casa. Per il momento, perché il Super Tuesday è alle porte e tra gli stati in gara molti registrano le più alte percentuali di evangelici di tutti gli States. Già, il Grande Martedì. Oltre quattrocento delegati in palio e Romney che cambia strategia. L’obiettivo ora è accumulare delegati in modo matematico, anche a costo di sacrificare il voto popolare. Bisogna applicare la strategia di Obama del 2008, dicono i suoi, perdere qualche Stato a impatto zero pur di garantire un numero adeguato di delegati negli altri. Il tentativo è chiaro. Puntare dritto alla convention con il bottino dei 1144, tralasciando ciò che manca oggi, una vera e propria legittimazione. Il GOP è diviso. Romney piaciucchia e non piace e la matematica non è di certo con gli altri.

Intanto Gingrich cerca la massima esposizione televisiva compensando le difficoltà di visibilità nelle ultime settimane di campagna elettorale. I sondaggi lo danno primo in Georgia, nel suo Stato. Dove vorrebbe ritornare ad una vittoria dopo la prima e l’ultima del South Carolina. Lui trasmette ottimismo. È convinto nel recupero e nella sue capacità di tornare in posizione per competere con Romney. 

Oltre la Georgia, i candidati puntano soprattutto all’Ohio industriale. Considerato la pietra preziosa di tutta la corona del Super Tuesday. Ma c’è anche il simbolico Massachusetts, dove il frontrunner è stato governatore.

Il Super Tuesday segna il destino dei terzi, dei quarti. È il diritto alla sopravvivenza. È il tentativo di restare tra i protagonisti tristi di questa campagna. Una campagna per la selezione e la legittimazione, una campagna per il rilancio del GOP. Dicono loro.

Intanto Obama passa alla nuova timeline di facebook. Il certificato di nascita made in USA di nuovo in primo piano. Per non sottovalutare troppo la vera anima del grande elefante. A martedì.

Rubrica a cura di Gabriele Cazzulini, Marino De Luca e Antonio Ciaglia

 

Related items (by tag)

Lascia un commento


©2010 Spinning Politics. P.Iva 02182250692.Tutti i diritti riservati.
Spinning Politics è una testata giornalistica registrata. Registrazione Tribunale di Vasto n°127 del 3 Giugno 2010.
Editore e Direttore Responsabile Vincenzo Christian Lalla.