Giovedì 08 Marzo 2012 08:35

Festa della donna: il nostro cellulare è libero dagli stupri?

Autore:  Daniela Sgambellone

Vi sono storie che ogni giorno ci lacerano il cuore. Quella che voglio raccontarvi oggi - nel giorno della festa della donna - è per me tra le più terribili. Questa vicenda si svolge in un Paese ricco, un Paese valutato 24 milioni di milioni di dollari americani, ma, per una barbara ed inaccettabile ironia della sorte la gente che vi vive è la più povera al mondo, schiava, a nostra insaputa, del nostro stile di vita.

Ognuno di noi aborre schiavitù e prigionia ma di fatto, inconsapevolmente, tiene in condizione di schiavitù migliaia di persone, in una recondita parte del mondo, semplicemente acquistando un cellulare, un pc, un grammo di oro o di qualsiasi altro metallo prezioso. Frontiere news afferma addirittura che ci sia il sangue di almeno cinque milioni e mezzo di persone nei nostri telefoni e computer di ultima generazione.

Si tratta del sangue delle milioni di vittime degli eserciti che lottano per spartirsi il Congo e le sue risorse minerarie. Accanto alle guerre per i diamanti sono le nuove tecnologie oggi a farla da padrone. Per queste ultime un materiale è indispensabile, il Coltan, ovvero  la combinazione tra COLOMIBTE e TANTALITE. La percentuale di quest’ultima, appunto, è quella che determina il prezzo del Coltan, che è quello che serve nei nostri componenti tecnologici. L’80% del Coltan in circolazione si trova in Congo e rappresenta un elemento fondamentale in video camere, telefonini e in tutti gli apparecchi Hi-Tech.

Sono circa ventuno i gruppi armati che cercano di controllare questo mercato e per farlo usano delle violenze che la mente di ciascuno di noi non riuscirebbe nemmeno ad immaginare. Il circolo vizioso è perfetto nella sua tragica drammaticità: i gruppi armati sono formati per lo più da schiavi, costretti ad arruolarsi dopo aver visto ammazzare le proprie madri e violentare le proprie sorelle e mogli. I soldati tolgono loro qualsiasi affetto e alternativa per costringerli ad entrare e restare nelle loro file. In un sadico, babaro, inumano, inconcepibile ed inaccettabile moto perpetuo dell' orrore. Le multinazionali elettroniche tacciono su questo olocausto né si curano di assumersi la responsabilità della provenienza dei materiali che usano per le proprie produzioni.

Una situazone a quanto pare irrecuperabile, non fosse per le donne. Ancora una volta, infatti, quello notoriamente conosciuto come il sesso debole ha sollevato la testa ed ha creato “Synergie des Femmes pour les Victimes de Violences Sexuelles”, piattaforma di 35 organizzazioni congolesi locali che sta promuovendo una campagna per richiamare l’industria occidentale alle proprie responsabilità.

La domanda che Synergie des Femmes fa a tutti noi è angosciante: il nostro cellulare è libero dagli stupri?

Per sensibilizzare l'opinione pubblica e mostrare quanto sta avvenendo a casa loro, queste organizzazioni hanno elaborato un cortometraggio incentrato sulla storia di Masika, che è la storia di milioni di donne che abitano nei villaggi congolesi. Il film si intitola “Unwatchable” (inguardabile) e ve lo assicuro, inguardabile lo è veramente, soprattutto se si pensa che è ispirato alla sua storia e alla sua testimonianza e che è stato vietato ai minori di 18 anni e alle persone impressionabili.

Masika è stata violentata barbaramente da ventidue soldati, dopo aver visto squartare vivo il marito e aver sentito violentare le figlie. Le violenze subite sono così atroci che finisce in coma e ci resta per sei mesi. Al suo risveglio non ricorda più nulla, ma le figlie rimaste incinta dopo gli abusi la riportano all’orrore di quel giorno. Vinta la tentazione di togliersi la vita, Masika decide di aiutare le donne che hanno vissuto il suo stesso incubo.

Ad oggi questa donna ha tratto in salvo oltre duecento persone e aiutato oltre cinquemila, tra donne e bambini, vittime dell’efferatezza degli eserciti. E continua la sua lotta nonostante le minacce e le altre violenze che ha subito negli anni, proprio a causa delle sue proteste. Oggi è la festa della donna e quest'anno io vorrei fosse dedicata a Masika ed alla sua causa. Per questo chiedo a tutte le donne di firmare la petizione e di far girare tra tutti i contatti possibili, l'otto di Marzo ed in tutti i giorni a seguire, il video di Synergie des Femmes. Perchè Masika è ognuna di noi.

http://www.unwatchable.cc/thefilm/

(il video è particolarmente cruento ed è vivamente sconsigliata la visione a persone impressionabili)

Daniela Sgambellone

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