Politica e gossip, due filoni che spesso si inseguono e che fino a poco tempo fa hanno occupato le pagine dei principali quotidiani del nostro Paese (e non). Spinning Politics ha intervistato per voi la giornalista Romana Liuzzo che ci ha svelato il successo della sua rubrica “Chiacchiere da Camera” ospitata dal quotidiano milanese Il Giornale.
1) Come nasce l’idea della rubrica “Chiacchiere da Camera” sul Giornale?
Da una semplice chiacchierata con il direttore, Alessandro Sallusti, che dopo avermi sentito raccontare alcuni aneddoti ha avuto il coraggio e l’intuizione di inventare, dal nulla, una rubrica.
2) In che modo riesce a reperire il materiale per la sua rubrica e come scopre segreti e vizi dei politici italiani?
Ho una vita sociale molto attiva, sia per il lavoro che faccio, sia per amicizie che ho da anni. Amicizie bipartisan. E poi basta tenere gli occhi aperti per la strada, al ristorante, perfino dal parrucchiere.
3) Negli ultimi tempi la politica è stata attraversata da scandali e vicende personali: l’attività parlamentare è stata riposta in secondo piano, lasciando spazio al pettegolezzo e al voyeurismo. Secondo lei, il futuro della politica italiana sarà sempre più intriso di gossip o la stagione dei tecnici attuerà una svolta anche in questo senso?
Non saranno certo i tecnici a cambiare la mentalità di certa stampa che preferisce occuparsi di cattiverie anziché di notizie. Il governo tecnico ha l’appoggio di destra e sinistra. In pratica la democrazia è sospesa.
4) I tecnici del governo Monti si differenziano molto dai politici di professione: sobrietà, cinismo, distacco e freddezza sembrano caratterizzarli in prevalenza. Trova difficoltà nel rintracciare in loro vizi e abitudini particolari?
Trovo solo che siano persone molto preparate nella maggior parte dei casi, un po’ grigie, in altri casi. Comunque poco interessanti per quel che riguarda le loro abitudini.
5) In cosa risiede il successo della sua rubrica e come riesce a catalizzare l’attenzione del lettore, sempre più distratto da notizie e fatti che si rincorrono a vicenda?
Non ne ho idea. Scrivo senza prendermi mai sul serio. Con un sano distacco. E senza guardare in faccia nessuno: destra, sinistra. O tecnici che siano.
6) Quale differenza ravvisa nei vizi dei politici della Prima e della Seconda Repubblica e tra i politici di casa nostra e quelli di altri paesi stranieri?
Io mi sento comunque italiana e non credo che i politici stranieri siano tanto meglio dei nostri. Forse hanno solo più dignità: se sbagliano si dimettono. E forse rubano meno. Un caso Lusi all’estero non lo rammento.
An. Stra.









