Mercoledì 28 Marzo 2012 11:46

La “rivoluzione arancione” del PRC di Napoli

Autore:  Marina Ripoli

La Federazione napoletana di Rifondazione Comunista pare abbia dato il via ad una apertura, ad uno svecchiamento nell’ambito della comunicazione politica attivata dal Partito. Lo ha fatto affidando la Campagna di Sottoscrizione 2012 nelle giovani mani di un grafico militante autodidatta che cerca di comunicare all’esterno cos’è Rifondazione, partendo però dal fatto che quello che racconta lo vive per primo sulla sua pelle.

Il suo nome è Mario Guerriero, responsabile della comunicazione del PRC in provincia di Avellino, ed ha ideato i manifesti che per strada colpiscono i passanti per i colori vivaci e lo stile fresco e giovanile… avvicinandosi stupisce scoprire che si tratta di affissioni del PRC, il logo in bella vista in basso a destra parla chiaro!

manifesti prc napoli

Proprio lo stile però, il font scelto per il testo, l’utilizzo dei colori sono in tutto e per tutto quelli utilizzati da Proforma e FF3300 alle Regionali 2010 con Vendola. Tuttavia poco importa, sono i contenuti che contano, il messaggio che una campagna locale vuole trasmettere ai suoi elettori o a quelli potenziali che colpiti dai manifesti potrebbero scegliere di sostenere la Rifondazione Comunista. I tre manifesti attraverso cui si articola la campagna hanno infatti lo scopo di far conoscere ai cittadini le battaglie politiche di cui si fa portatore il PRC in Comune, ovvero i diritti, il lavoro, l’ambiente e i beni comuni.

Ma come si sceglie di comunicare all’esterno questi temi? Ecco la novità, si sceglie di dare un’immagine diversa del partito della Rifondazione Comunista, diversa certamente da quella che viene rappresentata nell’immaginario generale, ossia un partito vecchio, legato ad ideali vecchi, composto da militanti anagraficamente vecchi, con la barba, la falce, il martello e così via. Questo partito oggi raccoglie anche le forze delle giovani generazioni che parlano la lingua di twitter e di facebook.

C’è da sottolineare ovviamente che se cambia un certo modo di comunicare, non cambiano le categorie del linguaggio alla base di un’identità ben precisa che è quella comunista. I compagni, le lotte, il capitale, le fabbriche, il lavoro restano a pieno titolo nel vocabolario delle nuove generazioni di comunisti che sanno bene chi sono, cosa non sono e chi rappresentano.

«L’obiettivo principale della Campagna − dichiara Sara Picardo, responsabile del Dipartimento Comunicazione della Federazione − è la rivendicazione del nostro ruolo all’interno delle lotte che abbiamo scelto di sostenere in questi anni, da quelle per il reddito e il lavoro, a quelle per la salvaguardia dell’ambiente e dei beni comuni, al diritto alla cittadinanza per le seconde generazioni e alla dignità per i lavoratori migranti. Il fatto di porre al centro della Campagna quello che siamo e quello che non vogliamo essere, non solo ci identifica ma stabilisce nettamente la nostra posizione all’interno dei conflitti sociali esistenti. Nell’epoca dei social network essere diretti e chiari nel messaggio politico è a mio avviso la maniera più efficace per farsi riconoscere e creare possibilità di confronto e unione. Si tratta solo di un inizio, però, presto lanceremo una nuova campagna attraverso internet che ne sfrutterà a pieno l’orizzontalità delle connessioni e le potenzialità di aggregazione, rendendoci ancora più riconoscibili». 

Tutto ciò si sostanzia nel claim che campeggia in alto a sinistra nei manifesti: “in politica NON SIAMO TUTTI UGUALI”. Un messaggio che vuole combattere il fenomeno della carenza di fiducia degli elettori nei confronti dei partiti, evidenziando appunto i tratti distintivi del PRC, che non si limita alle parole, ma si concentra sui fatti.

«In politica non siamo tutti uguali non è uno slogan o un brand da lanciare sul mercato spiega Mario Guerriero È la realtà dei fatti, la diversità comunista esercitata quotidianamente dentro e fuori dalle Istituzioni, nei comitati di quartiere, nelle piazza, nei luoghi di lavoro. La si può toccare con mano a Napoli ad esempio, dove, come dice il Sindaco De Magistris, “stiamo facendo la rivoluzione”. Dove non servono leader e narrazioni. Dove, grazie anche al PRC, Napoli è diventata la prima città d’Italia ad applicare il referendum per l’acqua, dove ogni giorno chi lotta per un mondo nuovo e città vivibili mostra sul campo la sua diversità: si impegna a trovare soluzioni diverse dai termovalorizzatori, investe in cultura e formazione, difende il lavoro e i diritti».

Una “rivoluzione arancione” dunque anche per il PRC di Napoli? (da notare che proprio il nome del partito sui manifesti è in arancione)
Possiamo rispondere di sì se interpretiamo questa campagna come uno spartiacque, o meglio l’inaugurazione di una nuova strategia comunicativa che parte da Napoli nelle mani dei militanti più giovani.  

Marina Ripoli

 

1 commento

  • antonio Venerdì 30 Marzo 2012 11:39 inserito da antonio

    Bellissima ... complimenti .. peccato che non avete pensato di pagare il tiket a FF3300 ..

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