Venerdì 30 Marzo 2012 11:03

Monti critica i partiti e Berlusconi lo applaude

Autore:  Angelica Stramazzi

Il tour asiatico di Mario Monti si è appena concluso tra soddisfazioni e consensi espressi in favore dell’azione del governo: anche in Oriente l’opera dei tecnici viene apprezzata, con buona pace di chi ancora sostiene che nulla è cambiato da quando a Palazzo Chigi si è trasferito il mondo delle banche e delle professioni accademiche.

Di acqua ne è passata sotto i ponti da quando Silvio Berlusconi decise di fare un passo indietro: da quel momento il Paese si è dovuto in tutta fretta adeguare ad un nuovo registro politico, sperimentando nuovi linguaggi e modi di procedere. Il resto – le tasse, la riforma delle pensioni, la tanto agognata e non ancora definita riforma del lavoro – è cronaca di questi giorni.

Ma alcune cose vanno sottolineate, soprattutto per evidenziare come i principali partiti che sostengono la maggioranza si stiano muovendo, cercando nuove alleanze e riposizionamenti in vista delle elezioni amministrative di primavera. Saranno infatti queste ultime a fungere da incubatore e da laboratorio di sperimentazione di geometrie (più o meno variabili) da attuare anche nel 2013: ci sarà un Monti bis oppure il Professore sarà da considerarsi come una breve ma incisiva parentesi nella storia politica italiana? I partiti riusciranno ad attuare uno scatto d’orgoglio o delegheranno ancora ai tecnici la possibilità – e la capacità – di amministrare? A questi quesiti saremo appunto in grado di rispondere dopo le amministrative quando, in molte zone d’Italia, l’asse Pdl- Lega è già andato a farsi benedire.

Ma è stato proprio dall’Asia che Mario Monti ha sferrato un inatteso attacco ai partiti, arrivando ad affermare che solamente il suo governo ha consenso e quindi è in grado di governare. Le forze politiche hanno risposto che l’unico consenso che il premier può vantare è quello che gli hanno conferito i partiti. Giusto; anzi, giustissimo. Tra le voci dissenzienti e lo stupore generale per le parole pronunciate dal Professore, solamente Silvio Berlusconi ha avuto il coraggio di dargli ragione: i partiti sono ormai al tramonto, i cittadini non vi si riconoscono più e la politica nel suo complesso ha perso credibilità. Del resto il Cavaliere è uno che è sceso in campo criticando duramente le tradizionali forme di raggruppamento politico: ha innovato molto, sia nel modo di comunicare che di condurre l’azione di un governo. In questi ultimi anni abbiamo assistito ad una semplificazione del quadro politico, anche se ultimamente la conquista bipolare è naufragata; i poteri del primo ministro sono stati notevolmente rafforzati ma di strada da fare ce ne sarà ancora prima che si arrivi ad un sistema di tipo presidenziale.

Monti si è lasciato condizionare dai sondaggi, Berlusconi lo ha capito e per questo ha compreso le sue parole: le riforme avviate dai tecnici, da ultima quella del lavoro, hanno generato malumori soprattutto tra quegli strati della popolazione che non hanno ancora percepito il passare del tempo. Risultato: le altre nazioni progrediscono – o almeno ci provano – e noi restiamo ancorati ad un passato che non passa. Sullo sfondo una politica che si è illusa di poter essere ancora determinante ma la golden share del presente (per ora) è nelle mani dei tecnici. Il ritorno del premier dall’Asia segna un nuovo inizio: restano all’incirca duecento giorni effettivi di lavoro prima che la scure del 2013 precipiti sulla nostra classe politica. E pensare che c’è ancora chi invoca le elezioni anticipate …

Angelica Stramazzi

Lascia un commento


©2010 Spinning Politics. P.Iva 02182250692.Tutti i diritti riservati.
Spinning Politics è una testata giornalistica registrata. Registrazione Tribunale di Vasto n°127 del 3 Giugno 2010.
Editore e Direttore Responsabile Vincenzo Christian Lalla.