Lunedì 02 Aprile 2012 10:56

La Guerra Fredda al tempo delle elezioni presidenziali 2012 In evidenza

Autore:  Antonello Fiorucci

“This is my last election, after my election, I’ll have more flexibility”
“I understand, I will Transmit this information to Vladimir”

Il summit tenutosi a Seoul in Korea del Sud ci ha regalato una piccola perla che deve essere esposta con tutti gli onori del caso: il breve, accidentale e divertente, non per gli ignari protagonisti, scambio di battute tra Barack Obama e Dmitrij Medvedev. Purtroppo per loro, i microfoni della Fox erano molto molto aperti. I due parlavano di scudo spaziale, uno dei più grossi miti della guerra fredda e del post-guerra fredda. In breve, Obama rassicurava il russo che il sistema di difesa anti missili nucleari sarebbe stato sul tavolo della contrattazione tra Mosca e Washington in tema di armamento nucleare, ma solo dopo le elezioni.

Maledetta democrazia! 

Talvolta, è proprio il caso di lodare la partigianeria; se infatti la Fox non avesse impiegato tutte le sue forze pur di cogliere anche solo l’accenno di un inciampo di Obama, non avremmo potuto essere testimoni di questa preziosa piccola “meraviglia” diplomatica che ci fornisce un ulteriore indizio su come potrebbe e dovrebbe essere condotta la campagna del Presidente democratico per il suo secondo mandato alla Casa Bianca. 

La sicurezza nucleare ha sempre lasciato molto spazio alla comunicazione, aperta o subliminale, all’analisi politica e alla definizione dei possibili scenari per le super potenze e per i loro Leader. Oggi, in un mondo in cui è la diffusione dell’arma nucleare a far paura, in una realtà in cui “la sicurezza” gioca un ruolo tanto rilevante nelle dinamiche politiche ed elettorali, il ruggito del passato si proietta sugli eventi del nostro domani più prossimo. Ci troviamo, quindi, un presidente americano che torna ad essere un Commander in Chief, duro col nemico russo, che sia sovietico e o no poco importa, che, sul 38° parallelo, scruta l’orizzonte col binocolo e che si mette l’elmetto contro il terrorismo e contro Teheran. 

Sì ragazzi, non sarà un inverno rigido, come disse Kennedy a Chruščёv alla fine del Summit di Vienna del giugno del ’61, ma sarà un autunno caldissimo e quindi è meglio rispolverare qualche vecchio cimelio e metterlo in mostra, poi “who cares” se, “in privato”, il postino del Cremlino deve recapitare allo Zio Vlad il messaggio che l’americano fa salire la temperatura, ma lo fa solo per scaldare i suoi elettori!

Quindi, Obama ha tra i suoi obiettivi quello di sconfessare coloro i quali potrebbero puntare, ancora una volta, ad accusarlo di essere “soft with terrorism” e, perché no, anche con i post-comunisti. Vedremo quanto il lato scoperto della prima campagna elettorale, la politica estera e la scarsa credibilità come Commander in Chief, potranno pesare anche in questa seconda corsa alla Casa Bianca. Per ora arriva un messaggio: il Signor Presidente non può mostrare tentennamenti, non dinanzi ad un’opposizione ed una concorrenza tutta “God guts and guns”

Una issue fondamentale di questa campagna per la Casa Bianca sarà quindi quella di lucidare le stellette e le medaglie conquistate sul campo, dalla eliminazione del diavolo fatto persona, Osama Bin Laden, in giù.
Questo vale a maggior ragione per la concomitanza con un evento di grande importanza politica: la morsa della crisi, sull’altra sponda dell’oceano atlantico, sembra essersi almeno in parte allentata e la campagna elettorale si avvicina. Anche se la rielezione sembra sicura, gli americani hanno sempre seguito con buona regolarità un approccio: Repubblicani per la guerra e la sicurezza, democratici per la pace e la crescita. La bilancia pende ancora verso “pace e crescita”, ma l’Iran fa paura ogni giorno di più e la recrudescenza del terrorismo di matrice religiosa è una realtà che non sembra essere stata decapitata. Mr. Obama non può permettersi passi falsi e debolezza, nemmeno con i Russi.

Sarà un autunno caldissimo e chissà, magari anche un po’ di sana guerra fredda potrà contribuire a renderlo ancora più caldo!

Antonello Fiorucci

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