The Match, la corsa al potere, continua le sue puntate nella lunga marcia verso il voto presidenziale di Novembre con il debutto di Cristiano Bosco, spin doctor, giornalista e grande esperto di politica americana – il primo giornalista italiano ad aver intervistato Newt Gingrich. Ecco la sua fotografia della cattolica benedizione di Santorum per il mormone Romney. Dopo tutto, la Casa Bianca val bene un miscuglio di confessioni religiose. Sempre meglio delle confessioni intime. Ditelo a Bill Clinton…
"Karen (la moglie, ndr) ed io sappiamo in prima persona quanto possa essere difficile la campagna elettorale, in particolare mentre il governatore Romney affronta implacabili attacchi da parte dei democratici. Abbiamo pregato per lui e per la sua famiglia, e continueremo a farlo nelle settimane e nei mesi futuri". A parlare così, no other than Rick Santorum, ex senatore della Pennsylvania, protagonista a sorpresa delle primarie repubblicane negli ultimi mesi, ritiratosi solo da qualche settimana, dopo aver compreso l'impossibilità di raggiungere il front runner Romney per la nomination del GOP. Con queste parole, inserite in una lunga mail inviata ai suoi elettori e sostenitori, Santorum, pur mai pronunciando espressamente una richiesta di voto (del tipo "il prossimo novembre votate questo candidato", tecnica di marketing diretto che fa molto spot televisivi del dopoguerra e che, evidentemente, risulta utilizzata solo più dalle nostre parti), di fatto esprime il suo "endorsement" nei riguardi dell'ex rivale.
Decisivo è stato un incontro, svoltosi lo scorso venerdì a Pittsburgh, tra i due ex contendenti, che non si erano risparmiati nessun colpo, neppure quelli più bassi, nel corso delle primarie repubblicane. "Sentivo che era completamente impossibile per me anche solo considerare un endorsement prima di un incontro in cui discutere questioni essenziali per coloro tra noi che spesso sentono le proprie voci inascoltate dall'establishment", nota Santorum nella sua lettera, "i conservatori sociali, i sostenitori del Tea Party, le famiglie lavoratrici di basso e medio reddito". Ovvero, le fasce di elettori dell'ex candidato di origini italiane. Che, stando alle sue parole, prima di dare il proprio appoggio al mormone ex governatore del Massachusetts, lo ha voluto mettere alla prova sui suoi cavalli di battaglia, quali famiglia, valori, tradizioni.
Insomma, l'endorsement era nell'aria, era già cosa fatta per l'altro ex rivale Newt Gingrich, però per Santorum era necessario giustificarlo, in qualche modo, di fronte ai proprio fedelissimi, specialmente dopo mesi di attacchi mediatici e con pubblicità negative (gli spettacolari negative ads che tanti danni - e tanti consensi - causano oltreoceano). E così è stato, perché, a quanto pare, Romney avrebbe superato il test a pieni voti, dimostrandosi un candidato alla Casa Bianca in grado di rappresentare anche i principi tanto cari a Santorum ed ai suoi elettori. "Sopra ogni cosa", spiega ancora Santorum ai suoi, "entrambi siamo d'accordo che il Presidente Obama debba essere sconfitto". E questo principio, più di ogni altro, sembra mettere d'accordo tutti nel Grand Old Party.
Cristiano Bosco









