Come sosteranno a breve tutte le analisi che verranno fatte dagli esperti, il “boom dei grillini” (vi prego cambiamogli epiteto il prima possibile!) sarà tendenzialmente circoscritto in determinate aree geografiche e regioni. Quali indicatori utilizzare, nel frattempo, per comprendere l’improvvisa irruzione inaspettata (?) di un gruppetto di ragazzotti allo sbaraglio (?) nell’agone politico italiano? Per questa breve disamina del fenomeno Movimento 5 Stelle mi servirò di 5 parole chiave: internet, populismo, anti-politica, ideologie e pirati.
Internet. Stranamente, in tutti i commenti pre, durante ed immediatamente successivi la tornata elettorale del 6 e 7 maggio del 2012, in pochi hanno prontamente incrociato la vittoria dei grillini con un dato semplicissimo: la penetrazione, la diffusione e l’utilizzo di internet e della banda larga. Non sarà certo il sottoscritto a commettere l’errore di perdere la dimensione multi-causale nella spiegazione di ogni fenomeno, fatto sta che se Pdl, Pd e Lega sono rispettivamente considerate, da alcuni, la “Lega del sud”, la “Lega del centro” e la “Lega del nord” viste le evidenti relazioni con le aree geografiche dove sono tendenzialmente/unicamente forza di governo e posseggono gli “zoccoli duri” del loro elettorato, non sarà che nel caso del Movimento a 5 Stelle sarebbe il caso di iniziare a parlare di “Lega di Internet”?
Populismo. Nei vari commenti sul tema in molti hanno già dato per buona l’equazione “Grillo equals populista alla Bossi e Berlusconi”. Iniziando con il dire che il termine “populista/populismo” è oramai più inflazionato del “tanta roba” sulla bocca degli adolescenti, che si inizi a contare fino a dieci, facciamo anche venti, prima di giungere a siffatte conclusioni. C’è una dottrina, quella del determinismo tecnologico, molto chiara sul tema. Semplificando: dimmi che media usi e ti dirò chi sei. Il movimento che fa capo (?) a Beppe Grillo era, prima di questa due giorni elettorale, tendenzialmente assente sia all’interno dei giornali che delle televisioni. Ergo, il suo elettorato va rintracciato in un altro luogo mediatico: come abbiamo detto, la rete. Populismo digitale? Il termine populismo può essere considerato attendibile e plausibile solo in presenza di un legame tendenzialmente televisivo tra un determinato elettorato e la politica. La sua traslazione nel mondo delle rete appare quantomeno forzata, se non addirittura improbabile ed illogica. Mettere a confronto la oramai celeberrima “casalinga di Voghera” o la più moderna “shampista di Ostia” (per alcuni gli emblemi del tipico elettorato televisivo berlusconiano) con un grillino medio e poi scoprire le differenze. Prevedo sorprese…
Anti-politica. Le parole sono importanti. Anti-politica significa qualcosa che va contro la politica. Ne è la sua negazione ed opposizione. Propongo un giochino: avete in mente le interviste sotto il parlamento degli inviati de la trasmissione “Le Iene” quando in Piazza Montecitorio alcuni deputati e senatori non hanno saputo rispondere alle domande più elementari di Storia, Geo-Politica, Economia, etc.? Proviamo lo stesso test sui candidati del Movimento 5 Stelle e vediamo cosa ne esce. Prevedo nuovamente sorprese…
Ideologie. Le storielle “quelli sono tutti dei comunisti mangia bambini che elimineranno la proprietà privata” e “voi siete tutti dei picchiatori fascisti” hanno funzionato fino a pochi anni fa (!). Per alcuni funzionano ancora. Nel loro professarsi “né di destra né di sinistra” i grillini appaiono come l’unico movimento politico totalmente post-ideologico. Da statuto (o non-statuto come denominato nel loro sito) e da anagrafe. Forse a differenza di molti loro coetanei non hanno concluso il programma di storia in quinto liceo al 1945. Forse parole come “fascisti” e “comunisti” non hanno l’abitudine di pronunciarle almeno 4-5 volte al giorno. Forse l’espressione “lo faccio per il partito” non sanno praticamente cosa significhi. Se così fosse, sarebbero veramente post-ideologici.
Pirati. C’è un movimento in Germania, composto tendenzialmente da giovani, da statuto “né di destra né di sinistra”, nato e cresciuto esclusivamente in rete, che negli ultimi mesi continua e crescere e raggiungere consensi a doppia cifra. Dai partiti tradizionali viene costantemente additato come l’espressione dell’anti-politica e di un nuovo populismo contemporaneo. Insomma, vedi Pirati e leggi Movimento 5 Stelle. Il fenomeno non è nazionale, italiano, tutt’altro.
Il punto è: ne dobbiamo avere paura?
Diego Ceccobelli










Avere paura del Movimento 5 Stelle? No, dobbiamo avere paura che fallisca.
E' l' unica cosa vera nella politica italiana, lo sappiamo tutti.
Il resto è liquame...
...a destra, a sinistra e pure al centro...
...per non parlare di quelli "al" nord...