Per Mitt Romney, ex governatore dello Stato del Massachusetts ed aspirante inquilino della Casa Bianca, la giornata di mercoledì 30 maggio non poteva cominciare meglio. Ad un anno esatto dalla sua discesa in campo, con la vittoria alle primarie del Texas svoltesi la sera prima, sorpassando la soglia dei 1.144 delegati necessari per conquistare la nomination, aveva sgomberato il campo nel Partito Repubblicano, diventando ufficialmente il candidato che dovrà sfidare Barack Obama il prossimo novembre.
La mattina stessa, incassava anche le congratulazioni del presidente uscente per il traguardo raggiunto, con una telefonata di cortesia attorno alle 11.30. Ma le buone notizie, per Romney, non erano finite, in quello che si presentava come un giorno del tutto positivo. Perché i nuovi sondaggi ABC/Washington Post lo davano in salita nelle percentuali di gradimento agli occhi degli americani, con una discesa dello sfidante di 21 punti negli ultimi due mesi, e con sensibili aumenti nell'elettorato femminile (più 13%).
Ciliegina sulla torta, oltre alla conquista dei delegati per la nomination ed ai numeri in crescita, anche una buona notizia dal fronte avverso, con le polemiche scaturitesi dalla gaffe internazionale a sfondo storico del Presidente Obama. Il quale, con un po' di imperdonabile leggerezza, aveva parlato di “campi di sterminio polacchi” nel donare una Medal of Freedom (la più alta onorificenza civile americana), scatenando le ire del Primo Ministro della Polonia Donald Tusk: “Reagiamo sempre allo stesso modo quando ignoranza, scarsa conoscenza, cattive intenzioni portano a tale distorsione della storia, così dolorosa per noi qui in Polonia, un paese che ha sofferto come nessun altro in Europa durante la Seconda Guerra Mondiale”.
Insomma, un po' per meriti propri, un po' per scivoloni altrui, per Mitt Romney quella di mercoledì si stava prefigurando come una giornata ideale, se non perfetta. Almeno fino a quando non si è sparsa la voce della sua nuova app per iPhone ed altri prodotti Apple. Forse intenzionato a rubare la scena al Presidente Barack Obama anche nelle gaffe, o più probabilmente del tutto ignaro di questo dettaglio – Romney è stato protagonista, suo malgrado, di una figuraccia dovuta alla grammatica. La sua nuova e fiammante applicazione “I'm with Mitt”, dedicata a tutti coloro che, muniti di iPhone o iPad, sono desiderosi di seguire le sue gesta elettorali e di partecipare attivamente postando proprie fotografie accompagnate da slogan della campagna (“Obama Isn't Working”, “Day One, Job One”, ecc.), presentava un sottotitolo recitante lo slogan “A Better Amercia”. “Amercia”, anziché America. Galeotta è stata l'inversione tra due delle tre lettere finali - per giunta non di una parola qualsiasi, ma del nome della nazione stessa, termine senza dubbio più importante per qualsiasi candidato – facendo così nascere una classica febbre viral sul web, tra condivisioni sui social, prese in giro e milioni di commenti sarcastici.
Obama scivola sulla Polonia, Romney sulla Amercia. “Whoops. È una parola importante, da saperne fare lo spelling, quando stai tentando di diventare presidente”, ha ironizzato il noto magazine Wired, nel paragonare la gaffe di Romney ad altre più o meno recenti disavventure di politici a stelle e strisce sulla rete, dalle foto a luci rosse del deputato Anthony Weiner allo sconsiderato tweet del candidato al Senato del Wisconsin Dane Deutsch, il quale aveva paragonato Abramo Lincoln a nientemeno che Adolf Hitler (per decantarne le doti di leadership, s'intende). Lo scivolone è stato in brevissimo tempo corretto e gli utenti con la versione precedente hanno ora la possibilità di scaricare una update che ponga rimedio all'errore, ma ciò non ha impedito, ovviamente, che la notizia facesse ripetutamente il giro del mondo in poche ore, catturando le attenzioni, oltre che del web, anche delle agenzie di stampa e delle testate internazionali. #Amercia si è immediatamente e prepotentemente proposto come hashtag tra i più utilizzati su Twitter, ed è persino sorto un account su Tumblr dal nome “Amercia is with Mitt”, mentre Vanity Fair ha provato ad immaginare la frase – quella sbagliata, ovviamente – sull'etichetta di una bottiglia di vino.
Blame Amercia First. “Gli errori capitano”, ha affermato, con un certo imbarazzo, la portavoce della campagna elettorale Andrea Saul alla MSNBC. “Non credo che alcun elettore si preoccupi di questo alla fine della giornata”. Le sue parole, che comunque non giustificano l'errore piuttosto grossolano, non sono del tutto confermate dai dati. Secondo l'azienda di analisi dei media “Media Miser”, le notizie della conquista della nomination Repubblicana da parte di Romney sono state quasi messe in ombra dal neologismo “Amercia”, il link più twittato legato al candidato è stata una foto di Instagram dell'errore di spelling, e l'hashtag #Amercia è stato il più usato assieme al nome dell'ex governatore del Massachusetts (che ha avuto 180.985 menzioni su Twitter nella scorsa settimana, a fronte delle 174.807 di Obama). Un imprevisto tecnico che, seppur minimo, seppur corretto in poco tempo, seppur poco rilevante sul fronte delle proposte concrete, rischia di accompagnare – un po' come il celebre vuoto di memoria di Rick Perry – Mitt Romney per le settimane a venire, esponendolo ad attacchi dal fronte avverso ed a battute da show satirici quali Letterman, Leno o Jon Stewart. E tutto, per colpa di due lettere inserite in ordine errato. Che, d'ora in poi, il candidato del GOP porterà con sé per tutta l'Amercia. Pardon, America.
Cristiano Bosco









