Giovedì 07 Giugno 2012 13:20

Torre del Greco: Malinconico, il sindaco che non sa cosa fare

Autore:  Giovanni Santaniello

Ecco: quando è arrivato, tutto trafelato nel suo vestito grigio chiaro. Tutto sudato, col fazzoletto che gli serviva ad asciugarsi la fronte abbronzata sotto i folti capelli bianchi pettinati tutti regolarmente all’indietro. Quando è arrivato, evidentemente pur temendo di aver fatto tardi senza usare l’ascensore, al terzo piano di via Toledo 106, sede della Federazione provinciale del Pd di Napoli dove aveva la conferenza stampa dei sindaci neo eletti del centrosinistra, lui, Gennaro Malinconico da Torre del Greco (Na), col primo fiato che ha recuperato, ha tenuto subito a precisare due cose al nuvolo di giornalisti, dirigenti, funzionari e sindaci, che lo accoglieva prima di passare nello stanzone adibito per la stampa. La prima: “Non vi saluto col bacio perché sono sudato”. La seconda: “Badate: sono Malinconico solo di nome…”.

E certo: Gennaro Malinconico da Torre del Greco a 63 anni ha consentito al centrosinistra napoletano di tirare, lui sì, un bel sospiro di sollievo. A sorpresa, infatti, ha strappato Torre del Greco, la quarta città più popolosa della Campania, al sindaco cosentiniano doc Ciro Borriello, dato per gran favorito per il mandato bis, facendo pendere l’ago della bilancia delle scorse amministrative dalla parte avversa al Pdl. E quindi: lui, l’avvocato Malinconico, espressione della società civile catapultato nel ruolo di protagonista nel laboratorio politico che ha visto il Pd e l’Udc locali alleati, davvero non aveva nulla da temere: nella sede del Pd napoletano non poteva essere causa di alcuna tristezza. Anzi. Ma, col senno del poi, quella battuta, “sono Malinconico solo di nome”, si è capito che l’aveva gettata lì in maniera profetica: non solo per prevenire facili battutine, o tanto per dire o per dimostrarsi bell’allegro per la vittoria e l’avventura che lo attende alla guida della sua città. Probabilmente, anche per fare coraggio a se stesso, prefigurando, a quel punto sì, un velo di malinconia. Come dire: il cerchio di un paradosso chiuso.

Quando, infatti, in piena conferenza stampa, una giornalista ha chiesto ai neo primi cittadini del centrosinistra napoletano ‘quale sarà il primo atto della sua amministrazione?’  Malinconico ha risposto candidamente con queste parole: “Non lo so”. Un attimo di gelo in sala. Poi ancora: “Lo potete pure scrivere: non ne ho la benchè minima idea”.

Una trovata di comunicazione politica per rubare i titoli dei giornali ai suoi colleghi? La solita formuletta del mettere le mani avanti sul modello “ci hanno lasciato un’eredità pesantissima”? Nulla di tutto questo. Contro gli avversari, del resto, Malinconico non ha fatto alcun riferimento maligno. E visto come sono impalliditi i visi di chi lo conosce bene, ogni artifizio comunicativo è stato subito escluso. Malinconico è stato semplicemente sincero dando quella risposta.

E allora. C’è da dire che la malinconia del candidato che una volta vinta la sfida elettorale non sa che pesci prendere ha inevitabilmente aleggiato per un pò nell’aria.

L’ammissione di sentirsi piccolo davanti a una montagna da scalare non ha minimamente ricordato il “se mi sbalio mi corrigerete” di Wojtyla appena divenuto Giovanni Paolo II, bensì più il Papa che voleva fuggire di Nanni Moretti.

Sta di fatto che saranno i tempi della crisi e dell’antipolitica, la simpatia umana che hanno suscitato il candore e lo smarrimento con cui ha pronunciato quelle parole, la consapevolezza che erano uscite dalla bocca di chi mai negli ultimi anni aveva messo becco nella politica politicante. E quell’aspetto da ‘Rigor Montis’ di provincia. E magari la voglia di non lasciarsi abbindolare dalle solite promesse, la voglia di avere a che fare con un uomo ‘normale’, senza alcun ‘apparato’ alle spalle, proveniente dalla ‘società civile’ e prestato alla politica solo al termine di una brillante carriera professionale. Sarà stata l’immagine di un uomo che, rimettendosi in gioco, ha anche paura di non farcela tanto che, letteralmente, vuole che si scriva che “non sa dove mettere le mani” al timone di una città di 90 mila abitanti finita in ginocchio, tra l’altro, per il crac finanziario da 850 milioni delle sue compagnie di navigazione.

Beh, sarà stato tutto questo bel miscuglio, ma quella confessione di ‘non sapere’, quel suo volare basso (anzi: quel suo non volare affatto), quel suo non immaginare cosa fare il giorno dopo in Municipio, come un professore che ha il terrore di entrare in classe e di guardare negli occhi i suoi alunni, non è risultato un elemento negativo sui giornali del giorno dopo. Avrà forse suscitato un moto di solidarietà tanto da indurre a chiedersi ma chi (o cosa) gliel’ha fatto fare? Beh, presto o tardi, si scoprirà anche questo. Ma l’avvocato Malinconico diventato sindaco parte da zero. E forse proprio per questo l’hanno voluto i torresi. Poi, sarà quel che sarà: domani è più che mai un altro giorno.

Giovanni Santaniello

 

5 commenti

  • Francesco Domenica 10 Giugno 2012 08:59 inserito da Francesco

    non sa cosa fare? Sarà un ottimo sindaco, perchè ascolterà le persone per capire da dove cominciare. Chi parte pieno di certezze, invece, fa paura.

  • Francesco Domenica 10 Giugno 2012 08:59 inserito da Francesco

    non sa cosa fare? Sarà un ottimo sindaco, perchè ascolterà le persone per capire da dove cominciare. Chi parte pieno di certezze, invece, fa paura.

  • Francesco Domenica 10 Giugno 2012 08:59 inserito da Francesco

    non sa cosa fare? Sarà un ottimo sindaco, perchè ascolterà le persone per capire da dove cominciare. Chi parte pieno di certezze, invece, fa paura.

  • Francesco Domenica 10 Giugno 2012 08:58 inserito da Francesco

    non sa cosa fare? Sarà un ottimo sindaco, perchè ascolterà le persone per capire da dove cominciare. Chi parte pieno di certezze, invece, fa paura.

  • Francesco Domenica 10 Giugno 2012 08:58 inserito da Francesco

    non sa cosa fare? Sarà un ottimo sindaco, perchè ascolterà le persone per capire da dove cominciare. Chi parte pieno di certezze, invece, fa paura.

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