Martedì 03 Luglio 2012 10:47

La gara dei media a colpi di verità e bufale

Autore:  Cristiano Bosco

Si può gareggiare per una bufala? Sì. Lo fanno due grandissimi media americani. La tanto attesa pronuncia della Suprema Corte sulla sopravvivenza o la bocciatura della riforma sanitaria, così appassionatamente voluta da Obama, diventa una rocambolesca rincorsa tra i media per vincere la sfida di chi batte per primo la notizia sulla “decision”: conservare o abrogare la riforma sanitaria? La smania di pubblicare per primi la notizia è troppo forte. Ma alla fine viene pubblicata una falsità. Ormai il clima corrosivo e spasmodico del Match è entrato anche nella testa dei media – e Cristiano Bosco ci racconta questo #epicfail come solo un vero conoscitore dell’America sa fare: con spessore e tanti, tantissimi dettagli.

Mai come in questi giorni, le attenzioni del popolo americano si sono rivolte in direzione del civico uno di First Street, NE, di Washington, D.C., storica sede dello United States Supreme Court Building che, come già facilmente intuibile dal nome, è l'edificio che, dal 1935, ospita la Corte Suprema degli Stati Uniti d'America. La quale, da qualche tempo, era alle prese con quella che alcuni commentatori hanno definito, non a sproposito, “la più grande decisione” da anni a questa parte, ovvero il giudizio sulla legittimità e costituzionalità della “Patient Protection and Affordable Care Act”, in breve PPACA, per gli amici “ObamaCare”: la riforma del sistema sanitario statunitense.

Una decisione fondamentale, ovviamente, per le esistenze di milioni di cittadini americani, ma anche e soprattutto, a cinque mesi dall'election day del prossimo novembre, per la corsa alla Casa Bianca tra il Presidente uscente Barack Obama e lo sfidante repubblicano Mitt Romney, perché avrebbe sancito la validità o meno di quello che senza dubbio è il punto più importante del programma amministrativo dell'ex senatore democratico dell'Illinois. “The Decision”, per prendere in prestito la definizione utilizzata due anni or sono dal fenomeno del basket USA LeBron James per annunciare il suo cambio di casacca, era attesa per la giornata di giovedì. E, come noto, giovedì stesso, con ammirevole puntualità, è stata data in pasto ai media e comunicata al pubblico, mantenendo – un po' a sorpresa – per lo più inalterato il pacchetto di riforme voluto da Obama.

Nelle ore e nei giorni successivi, mentre l'America si interroga sulle possibili conseguenze della controversa decisione della Corte Suprema e sugli effetti che potrà avere sulla campagna per le elezioni presidenziali (tra i primi: una pioggia di milioni in arrivo nelle casse del team Romney), chiedendosi in particolare chi dei due candidati sarà più avvantaggiato nell'immediato e chi, invece, nel lungo termine, un'altra questione, ad essa direttamente correlata, ha creato non poco imbarazzo a due dei più seguiti, noti ed autorevoli network di informazione d'oltreoceano, CNN e FOX News. I quali, nella foga di dare per primi la notizia agli ascoltatori americani, battendo così sul tempo tutti i rivali, l'hanno raccontata per il verso sbagliato. Non un piccolo errore nel presentare la decisione della Corte Suprema, bensì l'esatto opposto.

La sentenza della corte, attesa per giovedì, è stata diramata nelle ore del mattino, con la pubblicazione di un tomo di ben 59 pagine, intrise di linguaggi tecnici e “legalese” (così, negli Usa, è definito il gergo utilizzato da avvocati e giudici), non di facile interpretazione per i reporter. I primi sul pezzo, capaci di riportare i fatti correttamente, sono stati Bloomberg News ed Associated Press, alle 10:07 EST, seguiti a ruota da Reuters e SCOTUSblog, celebre blog dedicato all'attività della Corte Suprema (“SCOTUS” sta infatti per Supreme Court Of The United States”). Nei primi minuti, il New York Times, attraverso twitter, ha ammesso una certa difficoltà, scrivendo che i propri giornalisti stavano analizzando la decisione, e che avrebbero commentato più tardi, con le idee chiare, riportando poi la notizia alle 10:20. Nella fretta di arrivare per primi, CNN e FOX News sono inciampati clamorosamente, raccontando agli americani che la Corte Suprema aveva bocciato il contestato “mandato individuale”, punto chiave della riforma sanitaria promossa dall'amministrazione Obama – cosa effettivamente non avvenuta.

Un enorme errore di valutazione che ha inizialmente tratto in inganno milioni di cittadini, ma anche lo stesso Presidente, il quale si trovava al di fuori dello Studio Ovale e, per qualche minuto, ha appreso la notizia (falsa) relativa alla bocciatura della sua legge, salvo essere dopo pochi istanti rassicurato dalla consulente della Casa Bianca Kathryn Ruemmler, che gli ha mostrato due pollici all'insù in segno di vittoria.

CNN e FOX hanno fatto immediatamente marcia indietro, chiedendo scusa ai propri ascoltatori e lettori. La cantonata, che a molti ha ricordato lo storico titolone “Dewey defeats Truman” del Chicago Tribune il 3 novembre del 1948 (o, nel nostro piccolo, l'apertura de “Il Manifesto” in Italia nel novembre 2004, che attribuiva la vittoria delle presidenziali a John Kerry), pur di durata brevissima, ha messo in grande imbarazzo i due network, messi in ridicolo sul web (“Vi prego, ditemi che Gore ha vinto in Florida!” ha twittato Damon Lindelof, firma di Lost) e dai maggiori show satirici, su tutti il Daily Show di Jon Stewart su Comedy Central. Inoltre, messi da parte i commenti ironici, essa ha aperto un dibattito sullo stato di salute del giornalismo e sull'accuratezza delle notizie riportate.

Il “fact-checking”, il controllare sempre la presenza dei fatti prima di lanciare le news, requisito spesso abbandonato al di qua dell'Atlantico, è un fondamento imprescindibile, una colonna portante del giornalismo made in Usa. Ecco perché questo passo falso da parte di CNN e FOX News ha destato così grande scalpore, e perché l'equivalente americano dei comitati di redazione delle due testate - CNN in particolare, da sempre sinonimo di notizie e di affidabilità - sono sul piede di guerra, per la figuraccia e per la perdita di credibilità. “Per CNN e FOX è stata una lezione”, ha sintetizzato perfettamente il commentatore Steve Goldstein di Marketwatch, “è importante arrivarci per primi. Ma è ancor più importante arrivarci per il verso giusto”.

Cristiano Bosco

 

Lascia un commento


©2010 Spinning Politics. P.Iva 02182250692.Tutti i diritti riservati.
Spinning Politics è una testata giornalistica registrata. Registrazione Tribunale di Vasto n°127 del 3 Giugno 2010.
Editore e Direttore Responsabile Vincenzo Christian Lalla.