Rivoluzione civile? No, Greenpeace Italia pensa ad una rivoluzione energetica basata su efficienza e rinnovabili. Un’impresa difficile che impone l’urgenza di portare nel dibattito di queste elezioni politiche 2013 la questione ambientale. Gli attuali schieramenti politici non si esprimono con forza sulla necessità di cambiare strategia energetica; nessuno ne fa davvero il proprio cavallo di battaglia. Allora ci pensa Greenpeace che, con una campagna di comunicazione provocatoria e attualissima contro i combustibili fossili, sfida su web e social network la POLITICA FOSSILE.
Sono perciò i politici italiani i bersagli di Greenpeace, rappresentati come grossi e ingombranti dinosauri - Bersanodonte, Tirannosilvio e Montisauro – in lotta per il governo del Paese ma, secondo gli attivisti dell’organizzazione ambientalista, ancora legati alle fonti energetiche “sporche”.

Le versioni “fossili” dei principali candidati premier, che hanno avuto migliaia di condivisioni su Facebook, sono solo la parte più comunicativa e “virale” della campagna, che è stata lanciata nel novembre scorso a Roma con l’affissione di manifesti con il volto di alcuni leader politici del Belpaese (Alfano, Bersani, Casini, Fini, Renzi) e con la stessa domanda rivolta a tutti: "Sei amico del petrolio e del carbone?".

L’iniziativa è proseguita sul sito web www.IoNonViVoto.org una piattaforma online che attraverso semplici passaggi invita alla partecipazione e all’azione: SCRIVI AI POLITICI o TWITTA AI POLITICI. È possibile infatti inviare messaggi ai politici, che ricevono per ogni click una lettera preimpostata con l’invito a condividere i punti della proposta "Energie Pulite per l'Italia", oppure contattarli via Twitter, per spedire un messaggio chiaro: “Io non vi voto se siete amici del carbone e del petrolio”!
Gli attivisti di Greenpeace ci tengono a precisare che questa non è una campagna astensionista, bensì un’opera di sensibilizzazione verso i cittadini, per far comprendere il peso del loro voto, e verso i leader politici per chiedere impegni precisi per salvaguardare ambiente, salute, economia e occupazione. Un progetto ambizioso, dunque, la cui divulgazione è stata certamente facilitata dall’operazione social basata sulle immagini dei politici rappresentati come dinosauri, che ha ampliato la visibilità dell’iniziativa raggiungendo anche chi non avrebbe condiviso una notizia riguardante questa petizione, ad oggi firmata online da oltre 50 mila italiani.
50 mila italiani che probabilmente la mattina vorrebbero leggere un giornale con notizie straordinarie sul futuro energetico del Paese. E’ accaduto ai cittadini romani che una mattina prendendo una copia del quotidiano Metro, distribuito gratuitamente nelle principali stazioni ferroviarie e della metropolitana della Capitale, si sono trovati tra le mani un facsimile realizzato da Greenpeace Italia con notizie verosimili cariche di positività e speranza.

Nell’ultima pagina, però, viene svelata l’iniziativa: “Il giornale che hai appena letto è troppo bello per essere vero!”. D’altronde è credibile che venga finalmente istituito un Tribunale Internazionale per l’Ambiente per punire i responsabili dei disastri ambientali? E che di fronte all’Ilva di Taranto possa nascere un mega parco eolico off shore che dia lavoro a 2.000 lavoratori in 3 anni?
Che delusione. Probabilmente questa campagna elettorale sarebbe stata completamente diversa se Bersani invece di cominciare la sua campagna per le primarie da una pompa di benzina, l’avesse iniziata presso un'impresa produttrice di pannelli fotovoltaici; e sarebbe proseguita ancora meglio se Berlusconi invece di promettere di restituire l’IMU, avesse garantito l’esenzione dalla tassa agli immobili in classe energetica A, ad alta efficienza energetica.
Marina Ripoli
Twitter @marinaripoli









