“È fi-ni-ta”. Con queste parole Pietrangelo Buttafuoco, scrittore e giornalista dalle molteplici collaborazioni - da Il Foglio a La Repubblica – pronuncia il suo requiem per gli eredi della destra sociale italiana. Componente del comitato centrale dell’Msi nel 1991, è stato membro dell’assemblea nazionale di Alleanza Nazionale fino al 2003. Ha seguito attivamente la nascita del Progetto Itaca, un appello all’unità di tutte le destre lanciato, lo scorso anno, da Marcello Veneziani insieme ad altri intellettuali di area. Ma ora, dopo le ultime elezioni politiche, le sue speranze in un possibile rilancio della destra sociale in Italia sembrano essere del tutto svanite. Spinning Politics lo ha intervistato per voi.
Partiamo da un tuffo nel passato politico più recente. Se il Pdl avesse fatto le primarie, Giorgia Meloni si sarebbe candidata alla guida del partito. Ma, alla prova dei fatti delle ultime elezioni, Fratelli d’Italia ha riconfermato il suo appoggio a Berlusconi prendendo l’1,92% dei voti al Senato e l’1,95% alla Camera. Un risultato piuttosto deludente per chi ambiva a porsi alla guida del primo partito del centro-destra chiedendo a gran voce primarie che potessero riformarlo. Oggi che il Pd e il Pdl sono alleati di governo e che Fratelli d’Italia ha deciso di rimanere all’opposizione, come crede potrà configurarsi la sua attività, appunto, di opposizione ad un governo composto, in buona parte, dagli alleati di ieri?
Temo sia solo un fatto residuale. Tutta una stagione politica – e se Gianni Alemanno non ce la farà al ballottaggio sarà una conferma – è finita. I risultati sono stati deludenti alle elezioni nazionali. Ma sono stati risicati tutti i numeri delle varie sigle sbucate alla destra del Pdl e all’estrema destra di ciò che fu il bacino elettorale dell’ex An. Giorgia Meloni avrebbe potuto vantare un robusto successo alle primarie se, appunto, queste avrebbero potuto svolgersi in un orizzonte ampio qual è il Pdl. Ma il Pdl, a sua volta, esiste solo in quanto partito padronale. E questo, si sa, è un altro discorso.
Uno dei propositi dei più ferventi sostenitori del Progetto Itaca era di chiuderla con il Pdl berlusconiano per lanciare un nuovo soggetto politico che potesse essere il vero erede della destra sociale. Ma fu proprio la Meloni, sostenuta dal Progetto, a difendere le leggi ad personam di Silvio Berlusconi definendole “perfettamente giuste”, per poi riconfermare il suo appoggio all’ex presidente del Consiglio nelle scorse elezioni. Come reputa lei un comportamento così ondivago e poco chiaro?
Non vedo nulla di ondivago e di poco chiaro, anzi, chiarissimamente c’è un fatto politico. Devo ricordare quanto ho appena detto prima: senza il Cavaliere non esiste il Pdl e senza il Pdl – per tramite diretto – vedo complicata l’esistenza della destra stessa.
Nel programma di Fratelli d’Italia si legge che servizi quali istruzione, sanità, gestione delle risorse idriche, devono rimanere pubblici ed essere implementati dallo Stato. Come poteva un tale programma conciliarsi con le privatizzazioni e i tagli alla spesa pubblica propugnati dal Pdl berlusconiano? E potrà diventare credibile ora che Fratelli d’Italia è all’opposizione?
Non ho mai letto programmi politici-elettorali. Non voto neanche. Osservo e il mio contatto con questo mondo è limitato al grande affetto verso Ignazio La Russa che è un gigante di simpatia e di generosità. Detto ciò, mi piace quello che lei mi dice a proposito dei servizi – gestione delle risorse idriche, sanità – e che devono rimanere pubblici. Sono con Giovanni Gentile: niente contro lo Stato, nulla al di fuori dello Stato, nessuno contro lo Stato.
Silvio Berlusconi è tornato in campo per la sesta volta, annullando le primarie del Pdl e riconfermandosi come unico vero dominus dell’area di destra. Come è stata accolta questa mossa da chi, come i promotori del Progetto Itaca, aveva a cuore il reale rinnovamento della destra e quali ripercussioni ha avuto su quest’area politica?
Con la pazienza e l’allegria di Marcello Veneziani che la sa lunga, conosce i suoi polli e non le manda a dire. Peggio per chi non si muove. E Veneziani, da par suo, aveva saputo smuovere le acque.
Il Progetto Itaca appoggiava anche La Destra di Storace, formazione politica più volte alleata di Pdl e Lega Nord. Partito, il primo, spesso vicino a quei potentati privatistici dai quali, secondo il Progetto Itaca e le personalità ad esso vicine, la politica italiana deve emanciparsi una volta per tutte. Il secondo secessionista e liberista. I dieci punti di Subiaco sembravano inoltre essere un punto di svolta e di netta rottura da parte de La Destra rispetto a un’alleanza che, al momento delle elezioni, si è invece rinsaldata. Ora, però, La Destra è fuori dai giochi. Pensa che abbia scontato il fatto di non essere riuscita ad emanciparsi da Berlusconi?
Mettiamola così. Penso che non esista più un mondo, una gente, un popolo, un elettorato in grado di determinare il ravvivarsi di una tradizione e la genesi di un nuovo “Movimento sociale”. Insomma, è fi-ni-ta.
Con il senno di poi, che cosa recrimina Pietrangelo Buttafuoco alla scelta che la destra sociale ha fatto in passato di disciogliersi in un contenitore politico fortemente personalizzato e composto da democristiani, liberali, socialisti craxiani e con l’appoggio dei leghisti? Dal momento che queste tradizioni politiche sono difficilmente conciliabili tra loro, non crede si sia trattato di un matrimonio d’interesse nonché totalmente dipendente dalla forza centripeta del carisma personale di Berlusconi?
Non erano affatto male i craxiani. E i leghisti, poi, al netto delle furie populiste, sono personalità ricche di intuito politico, ottimi amministratori. Quanto a Berlusconi, poi, è il protagonista di un ventennio duro a congedarsi dagli italiani. Semplificando, farei così: la sinistra è il potere, la destra è l’eterna esclusa. La sinistra potrà forse non avere i voti sufficienti per governare ma la destra, quando pure ha i voti, non sa dove mettere le mani.
La scorsa estate si è riunita a Milano l’Alleanza Europea dei Movimenti Nazionalisti, con l’obiettivo di fondare un partito europeo di destra radicale. Per ora, in Italia, solo Fiamma Tricolore fa parte di questo network. Che idea si è fatto di questo progetto?
Dio ce ne scampi dai movimenti europei nazionalisti o chissà che. La grandezza del Msi era tutta nel suo essere un partito estraneo alla spazzatura xenofoba, razzista e allucinata dell’occidentalismo. Si ridurranno a difendere la minigonna per fronteggiare l’eleganza del chador. È solo pulviscolo che prende forma solo quando sposa la nevrosi di un mondo morente, quando c’è da scatenare il conflitto, vedi caso, sempre utile a qualcun altro. Abbiamo dimenticato l’uso che si fece del fallacismo in Italia?
C’è, secondo lei, un soggetto politico di riferimento in Europa al quale gli eredi della destra sociale italiana potrebbero ispirarsi?
L’Eurasia. Punto.
Il vuoto politico italiano, ormai rappresentato dal partito dell’astensionismo, è stato in parte colmato dal Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo. Un soggetto politico fortemente anti-europeista e con posizioni piuttosto ambigue in tema d’immigrazione, apprezzato da molti delusi della vecchia destra sociale. Nonché, dicono in molti, piuttosto “accomodante” nei confronti di Casapound. Qual è la valida alternativa che una nuova destra sociale potrebbe offrire proprio a quella fetta di popolazione il cui malcontento è oggi catalizzato, seppur meno di prima, dalla creatura di Beppe Grillo?
Ma che accomodante, fu solo uno spunto attraverso il quale tante centrali dell’informazione, in male fede, poterono esercitare il solito rancore contro Casapound. Serve sempre un facile bersaglio e quei ragazzi, ormai, sono stati adottati dagli importanti capi dipartimento della disinformazione per officiare gli esorcismi. Anche Beppe Grillo ha dovuto pagare pegno. Lo hanno accusato di tutto: di essere assassino perché ebbe la disgrazia di un incidente stradale dove trovarono la morte delle persone; di essere terrorista perché sposato con una signora persiana; di simpatizzare, infine, per Casapound solo perché – a differenza di tanti – è curioso e parla con tutti, compreso un ragazzo in gamba come Simone Di Stefano incontrato durante le procedure di presentazione delle liste elettorali.
Nel Lazio, alle ultime elezioni regionali, La Destra, Casa Pound, Forza Nuova e Fiamma Tricolore hanno scelto di presentarsi con liste distinte e concorrenti, deludendo, di fatto, le aspirazioni unitarie del Progetto Itaca e dei suoi sostenitori. A livello nazionale Fratelli d’Italia si è salvato per un pelo, mentre La Destra, Casa Pound, Fiamma Tricolore e Forza Nuova sono completamente fuori dai giochi. Insomma, la destra sociale italiana sembra oggi essersi estinta. Quali potrebbero essere le sue possibilità di “resuscitare” e su che cosa dovrebbe investire per riuscirci?
Forse ho già risposto prima, qualche domanda fa: nessuna. È fi-ni-ta.
Alla luce degli avvenimenti e degli stravolgimenti politici recenti, Pietrangelo Buttafuoco ritiene che la nave del Progetto Itaca e dei suoi sostenitori sia naufragata per sempre o che Itaca sia semplicemente una meta ancora lontana?
Come sopra: è fi-ni-ta.
a cura di Francesco Colamartino
TW FrancescoColama










Ma perchè in nome e per conto della destra ?
Se la sintesi del fascismo con la RSI è la socializzazione dell'economia e la conseguente democrazia sociale o corporativa perchè non rifarci direttamente a questa ?
I sigg. Storace, Fiore, Romagnoli, ecc. li ho informati io, direttamente o indirettamente che dal 2002 esiste un documento di matrice neutra incentrato tutto sul testamento della RSI che ha anche la fortuna di essere paragonato alla Costituzione europea del partigiano Duccio Galimberti (ottima per aprire anche a sinistra).
Poi è la repubblica italiana che è in difetto con noi che ci possiamo richiamare fascisti e che la Costituzione non è antifascista.
Per me è intorno a queste proposte di Costituzioni che dobbiamo richiamare l'area, e non solo come ho detto.
http://pocobello.blogspot.it/2010/01/fascismo-e-antifascismo-per-una-nuova.html
http://pocobello.blogspot.it/2012/02/la-costituzione-italiana-non-e.html